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martedì 2 aprile 2013

Racconti gastronomici

Oggi si parla moltissimo di cucina: è un continuo spuntare di ricette e diete proposte da cuochi famosi, profeti dell’alimentazione o buongustai travestiti da filosofi. Ma la letteratura c’era arrivata prima di tutti. Da millenni infatti gli scrittori danno da mangiare e da bere ai propri personaggi. Adamo ed Eva si giocarono il paradiso per una mela; Esaú vendette la sua primogenitura per un piatto di lenticchie. Il lettore sarà deliziato dalla poesia sprigionata dalla descrizione di una bouillabaisse (Thackeray), di un risotto alla milanese (Gadda) o di un’aringa marinata (Vittorini), si divertirà nel sentire parlare di cibo Cervantes o Campanile, mentre con Zola, Pirandello o Karen Blixen si commuoverà più che se tagliasse una cipolla.
L. Grandi, S. Tettamanti, Racconti Gastronomici, Einaudi 2012



lunedì 18 marzo 2013

Ricette umorali. In principio era la pasta al tonno...

In questo originale trattato gastro-filosofico, il piacere della lettura si unisce a quello del cibo e i pensieri si mescolano agli ingredienti dei piatti da preparare. La protagonista di questa singolare raccolta di ricette si troverà a riflettere su questioni esistenziali tagliando le zucchine e a coniare taglienti aforismi girando gli impasti. Nelle Ricette umorali cibo e cuore si mescolano a seconda degli umori di chi scrive, tra gioia e paura, entusiasmi e avvilimenti a ricordarci che saper rigirare una frittata, a tavola come nella vita, è un’arte sopraffina.
Isabella Pedicini, Ricette umorali, Fazi, 2012


lunedì 11 marzo 2013

Massimo Montanari, L'identità italiana in cucina

"L'Italia è fatta, facciamo gli italiani" proclamò Massimo D'Azeglio all'indomani dell'unità nazionale. In realtà gli italiani esistevano da secoli, ben prima che l'Italia nascesse come entità politica. Erano pochi, certo: solo una piccola élite. Ma erano e si sentivano italiani, pur vivendo in Stati diversi. L'identità del paese non coincideva con le sue forme politiche, ma si realizzava piuttosto nei modi di vita, nei gusti letterari, artistici, e anche gastronomici. Se per "cucina italiana" vogliamo intendere un modello unitario, codificato in regole precise, è abbastanza evidente che essa non è mai esistita e non esiste tuttora. Se però la pensiamo come "rete" di saperi e di pratiche, come reciproca conoscenza diffusa di prodotti e ricette provenienti da città e regioni diverse, è evidente che uno stile culinario "italiano" esiste fin dal Medioevo, soprattutto negli ambienti cittadini che concentrano e rielaborano la cultura alimentare delle campagne, e al tempo stesso la mettono in circolazione, attraverso il gioco dei mercati e i movimenti di uomini, merci, libri. Si forma così un sentimento "italiano", un'identità non teorica né utopistica, ma concreta e quotidiana, fatta di sapori, di prodotti, di gusti. L'unità politica del paese non fa che accelerare questo processo, allargandolo progressivamente a fasce più ampie della popolazione.

Per chi ha voglia di comprendere la nostra identità e le nostre origini. Perchè la cultura culinaria ci da la capacità di ascoltare e capire a fondo cosa si nasconde nel passato di ogni piatto.

Massimo Montanari, L'identità italiana in cucina, Laterza 2013



lunedì 25 febbraio 2013

La cucina del diavolo

È indubbio che lo svolgersi della nostra vita quotidiana sia facilitato da mille nuove invenzioni: l’automobile, la lavatrice, il computer, il risotto precotto e la cotoletta surgelata… Ma abbiamo davvero migliorato la qualità della nostra vita?
Anche se tutto è più comodo, l’uomo è certamente meno sano, continuamente afflitto da mal di testa, insonnia, disturbi nervosi e psichici, allergie, gastriti, coliti e da sempre nuove malattie croniche e degenerative, finora sconosciute e inguaribili, spesso causate proprio da ciò che si mangia.
E TU… SAI COSA MANGI?

Gunther Schwab, La cucina del diavolo, Macroedizioni 1995



http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la_cucina_del_diavolo.php#recensioni

mercoledì 20 febbraio 2013

Come mangiamo, Leon Rappoport

"Che vi piaccia o no, il modo in cui mangiamo è strettamente correlato a ciò che siamo o vogliamo diventare. Di fatto, è la presentazione privata e pubblica di noi stessi attraverso il cibo...
Possiamo cioè mangiare in maniere che mirano a soddisfare necessità interne e personali, oppure sono destinate a produrre un’impressione negli altri. Il nostro comportamento alimentare può quindi essere intimo e velato (alcuni mangiano come davvero desiderano solo quando non c’è nessuno a osservarli) oppure, come l’abbigliamento, può far parte della immagine sociale che noi stessi costruiamo."

Come mangiamo, Leon Rappoport, Ponte alle Grazie 2003



http://www.librinuovi.info/modules/xfsection/article.php?articleid=73

lunedì 11 febbraio 2013

Eros a tavola, Piero Lorenzoni, 2008

San Valentino si avvicina!!! Pronti per la serata più romantica dell'anno? Qualche idea e ricetta in extremis? Partiamo da una lettura consigliatissima... "Eros a tavola", Guida ragionata alla cucina afrodisiaca con 180 ricette per tutti i sensi...
Piero Lorenzoni, Eros a tavola,  Pontecorboli Editore, 2008




http://www.inmondadori.it/Eros-a-tavola-Piero-Lorenzoni/eai978888846162/

mercoledì 6 febbraio 2013

Cupido. La cucina dell'amore per due.

Rieccoci pronti a parlare di San Valentino e di cosa cucinare per la serata degli innamorati...
Niente di meglio che un bel libro con ricette afrodisiache, economico ed efficace...
Si perchè non c'è niente di meglio che bandire ristoranti sovraffollati e che presentano ricarichi esorbitanti per questa festa, e scegliere di preparare qualcosa con le proprie mani, magari insieme al vostro partner...
Avete ancora parecchio tempo per organizzare tutto nel dettaglio e provare qualche ricetta!

Cupido. La cucina dell'amore per due. 101 ricette per coccolarsi pronte per l'uso, Francesco Gatti, Ed. De Agostini 2005



http://www.ibs.it/code/9788841822913/gatti-francesco/cupido-cucina-dell.html

lunedì 4 febbraio 2013

La cucina dell'amore

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti! San Valentino si avvicina e, nonostante qualcuno abbia già prenotato in un ristorante chiccoso, il mio consiglio è quello di passare la festa degli innamorati in casa preparando con le proprie mani una serata romantica curata in ogni dettaglio...
Quindi da oggi e per i prossimi giorni seguiranno tanti consigli per realizzare al meglio una cenetta deliziosa e un'atmosfera indimenticabile...
Partiamo con questa lettura, una delle più storiche senza dubbio essendo scritta nei primi del '900...
La cucina dell'amore, manuale culinario afrodisiaco per gli adulti dei due sessi, O. Rompini, Ed. Atesa, 1926


http://www.academiabarilla.it/biblioteca-gastronomica/biblioteca-gastronomica-digitale/rompini-cucina-dell-amore.aspx

lunedì 21 gennaio 2013

Musei del gusto

Per chi fosse interessato alla storia del nostro paese dal punto di vista enogastronomico consiglio la lettura di questo interessantissimo libro: parla dei musei del gusto sparsi per tutta Italia, raccoglie informazioni, immagini e storia sulle nostre tradizioni, musei spesso posti in luoghi e architetture splendide.

http://www.ibs.it/code/9788850101139/musei-del-gusto.html


lunedì 14 gennaio 2013

Cucinare con i fiori

I fiori non sono solamente pura bellezza da ammirare, possono anche arricchire i nostri piatti offrendoci sapori alternativi mai provati prima.
Perchè non provare a coltivare da soli qualcuna di queste piante? In questo modo avrete i vantaggi del relax nel fare giardinaggio, la soddisfazione di aver coltivato da voi i fiori da mangiare, e la sicurezza di avere nel piatto qualcosa di biologico che non sia stato intaccato da pesticidi e fertilizzanti chimici.

Un buon compendio per realizzare un sacco di ricette è questo:


Lina Marenghi, Cucinare con i fiori, Priuli & Verlucca

lunedì 7 gennaio 2013

Kitchen, Banana Yoshimoto

"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano."





martedì 18 dicembre 2012

La leggenda del buon cibo italiano

Indagine sulla scomparsa delle tradizioni e sulla guerra planetaria tra tecnocibo e biocibo: cosa c'è dietro all'etichetta dei cibi che acquistiamo? Quanto viene ancora prodotto davvero con tecniche tramandate di generazione in generazione?


http://www.macrolibrarsi.it/libri/__leggenda_del_buon_cibo_italiano.php




lunedì 10 dicembre 2012

Semplicemente non solo Panino...

Letture del lunedì...
"il PAN'INO", ossia: come ti preparo un panino assolutamente non banale e gustoso, tra associazioni, consistenze e temperature differenti.

Insomma, molto più che semplice pane e companatico...

http://www.guidotommasi.it/gli-illustrati/il-pan-ino.html


venerdì 6 maggio 2011

Letture: "L'orata spudorata", Moretti e Biffi


Ricette e racconti per salvare il mondo dal cattivo gusto, scritto dal più futurista degli chef...
Non posso che consigliarvelo, saranno i migliori cinque Euro spesi nelle vostra vita da gastro-appassionati!

Fatemi sapere...

A.L.

giovedì 3 febbraio 2011

La morale del gusto secondo Scabin

Oggi vi copio e incollo l'intervista fatta da F.Angeleri ad uno degli chef più lungimiranti del nostro bel paese: Davide Scabin.

«Torino è grigia. È vero. Ma è metallizzata...» Davide Scabin, chef terrible del Combal Zero di Rivoli, fa sua l'azzeccata battuta di Piero Chiambretti. E metallizzato lo è anche lui. Alto. Di nero vestito, nel suo ristorante che è un'installazione dentro una installazione, situato dentro il giardino del museo del Castello di Rivoli.

Classe 1965, Scabin continua a collezionare riconoscimenti a livello internazionale. È di quest'anno, tra gli altri, il premio delle Tre Forchette del Gambero Rosso. Creativo ed ingegnoso, all'ultima edizione de Lo Mejor de la Gastronomia di San Sebastian ed all'ultima di Identità Golose a Milano, ha presentato il suo SSS, "Scabin Saly System", un design di sistema per il controllo del gusto primario, il sale, un vero e proprio metodo di design culinario.


Sarà per le mega foto di Vanessa Beecroft appese alle pareti, con Scabin non è che si parli proprio di arrosti. Tra i suoi piatti più famosi il cyber egg che proprio quest'anno compie i dieci anni di vita: uovo cibernetico formato da una doppia camera d'aria di cellophane trasparente contenente in una aria e nell'altra caviale, rosso d'uovo, vodka e scalogno che può essere inciso con un bisturi o schiacciato direttamente sul palato per assaporarne il contenuto. Fino ad arrivare al nuovo filone di "ecologia gastronomica" con il Tataki di Melanzana e la Check Salad, in cui i sapori degli ortaggi emergono in maniera pura ed essenziale, totalmente indipendente tra loro, impreziositi da una spruzzata di tartufo e un piccolo gioiello di caviale.


Davide Scabin sembra oggi rivolto piuttosto ad un discorso di responsabilità della cucina. «Siamo in ritardo, tremendamente. Noi del settore dovremmo avere l'intelligenza di comunicare una codificazione della cucina. Regionale, visto che ci sono 21 cucine regionali in Italia. È un buco antropologico di cui mi sento responsabile anche io. Ma oggi è necessario riposizionarsi, facendo i giusti mix con una morale del gusto, tra tecniche tradizionali ed innovative».


La cucina, il cibo, il sapore al Combal non è meramente una questione di gusto, anzi. La ricerca di Scabin assume vie intellettuali, quasi filosofiche. «Io parto da uno step avanzato che è quello di produrre Gusto, ma che quasi non tengo più in considerazione. Perché quello che cerco di vendere qui è il Piacere. Conseguentemente alla mia megalomania, ho inventato un sistema per fare sì che il Piacere debba diventare Emozione. E dall'Emozione si passa all'Esperienza» (e qui comincia a disegnare su un foglio un abbozzo cerebrale al limite del matematico, alla faccia delle varianti sulla maionese…)


«Per il settore gastronomico il loop tra emozione ed esperienza è micidiale, perché se l'esperienza è nel lato conscio, l'emozione è ancora inconscia. Ma il lembo che mi interessa di più è quello "animale" legato al piacere. Perché tutti quanti godiamo, ma non lo facciamo alla stessa maniera. Mi interessa questo lato perché è il più trasversale e contemporaneamente il più vero. Anche se non è assolutamente detto che io produca gusti e cose che mi diano piacere. Il problema più grande sta quando il passaggio entra nella fase conscia, nell'esperienza dopo la quale - come nelle relazioni, dice lui- difficilmente ci si ri-emoziona. Allora ci vengono in aiuto Trasgressione e Perversione. Un loro utilizzo bilanciato rimette in moto un'esperienza. Interrompono uno schema. Ri-producono piacere. Spesso siamo noi a banalizzare cose che, ri-spolverate, ri -lucidate, ri- ottengono piacere. A volte anche un gusto negativo può essere lo stimolo adatto per ricreare l'esperienza».

Ma come si fa a concentrarsi così a fondo sull'aspettativa personale quando non hai di fronte un individuo ma l'intera sala di un ristorante: «Io riesco a farlo generalizzato. La materia cibo mi permette di farlo, di arrivare a standardizzare un piacere. Se così non fosse, non sarebbe più un percorso gastronomico ma, oserei dire, quasi psicanalitico...»

A questa intervista vorrei aggiungere soltanto una cosa: ogni parola sul personaggio non potrebbe mai minimamente farvi immaginare le sue capacià e le emozioni che può trasmettervi attraverso la sua cucina ed il suo locale, il mio consiglio da vero appassionato è quindi quello di organizzare una gita e andare qui:

Combal.Zero
Piazza Mafalda di Savoia, 10098 Rivoli -TO-