Consideriamo spesso la musica come espressione d’arte, così come il teatro, la pittura, la letteratura e il cinema. E perché non la cucina? La sua funzione ci ha fatto dimenticare che, nelle mani di un grande cuoco, essa può arrivare ad emozionare anche più di un romanzo o di una sinfonia, dando gioia e conoscenza. Il mio blog parla di questo, di arte culinaria, per emozionarti e per emozionare…
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mercoledì 20 marzo 2013
Cibo a regola d'arte
Prosegue nel week end al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano, la manifestazione "Cibo a Regola d'Arte", un percorso di incontri, laboratori e degustazioni dentro la cultura del cibo alla scoperta di gusti, maestri, territori.
In calendario mille idee e opportunità per ampliare la vostra cultura e la vostra creatività in cucina, dal 21 al 24 Marzo 2013, su prenotazione.
Per veri foodies.
http://www.ciboaregoladarte.it/
giovedì 28 febbraio 2013
Festival del cioccolato in Brianza parte II
Amici della Brianza, inizia stasera una rassegna per 3 giovedì di seguito, il Festival del Cioccolato!
Condurrà la degustazione l’istrionico “specialista del gusto” Lorenzo Bottoni, biologo, mastro birraio, torrefattore e fine conoscitore del cioccolato.
Ogni giorno, per due mesi, il cioccolato sarà l’ingrediente per eccellenza e verrà abbinato in modo stravagante ed audace, in diverse forme e declinazioni: dalla materia prima, le fave di cacao, passando per antipasti, primi e secondi, fino ad arrivare alla pasticceria e alle degustazioni dei cioccolati monorigine Crollo, Trinitario e Forastero.
Giovedì 28 febbraio l’appuntamento è a Milano, da Grani&Braci, a partire dalle ore 20.30. Ecco il menu a tre portate:
- Battuta tiepida di melanzane saporite al cioccolato fondente monorigine Madagascar 71%, pomodori semicotti e mollica di pane croccante
- Gnocchetti al cacao su crema di piselli con scalogno e bottarga
- I tre peccati… al cioccolato: cremino al cioccolato bianco, yogurt e amarene, mud cake di cioccolato al latte con miele e ganache al pistacchio, cestino caldo di pasta fillo con pere caramellate al cioccolato monorigine Indonesia 72%, amaretti e profumo di cannella.
E al cioccolato è anche la birra in abbinamento ai piatti: le degustazioni saranno infatti accompagnate da Salomè, una speciale edizione di Birra Libera, appositamente creata dal birraio Lorenzo Bottoni.
Il costo di ciascuna serata è di 28 euro, comprensivi di menu a tre portate, birra al cioccolato, acqua, caffè e
degustazione di cioccolato monorigine e fave di cioccolato.
Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante Grani&Braci – 02 36637422 – info@graniebraci.it
Condurrà la degustazione l’istrionico “specialista del gusto” Lorenzo Bottoni, biologo, mastro birraio, torrefattore e fine conoscitore del cioccolato.
Ogni giorno, per due mesi, il cioccolato sarà l’ingrediente per eccellenza e verrà abbinato in modo stravagante ed audace, in diverse forme e declinazioni: dalla materia prima, le fave di cacao, passando per antipasti, primi e secondi, fino ad arrivare alla pasticceria e alle degustazioni dei cioccolati monorigine Crollo, Trinitario e Forastero.
Giovedì 28 febbraio l’appuntamento è a Milano, da Grani&Braci, a partire dalle ore 20.30. Ecco il menu a tre portate:
- Battuta tiepida di melanzane saporite al cioccolato fondente monorigine Madagascar 71%, pomodori semicotti e mollica di pane croccante
- Gnocchetti al cacao su crema di piselli con scalogno e bottarga
- I tre peccati… al cioccolato: cremino al cioccolato bianco, yogurt e amarene, mud cake di cioccolato al latte con miele e ganache al pistacchio, cestino caldo di pasta fillo con pere caramellate al cioccolato monorigine Indonesia 72%, amaretti e profumo di cannella.
E al cioccolato è anche la birra in abbinamento ai piatti: le degustazioni saranno infatti accompagnate da Salomè, una speciale edizione di Birra Libera, appositamente creata dal birraio Lorenzo Bottoni.
Il costo di ciascuna serata è di 28 euro, comprensivi di menu a tre portate, birra al cioccolato, acqua, caffè e
degustazione di cioccolato monorigine e fave di cioccolato.
Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante Grani&Braci – 02 36637422 – info@graniebraci.it
venerdì 2 novembre 2012
Recensione: ristorante Lon Fon, Milano
Quest'oggi vi propongo la recensione di uno tra i pochi ristoranti cinesi che riescono a ridarmi ogni volta le identiche sensazioni provate seduto ai tavoli delle locande nella campagna pechinese, nulla da spartire ovviamente con le loro puzzolenti e scadenti imitazioni a bassi prezzi create nelle nostre periferie.
La prima idea che ci si fa entrando è quella di un locale essenziale e assolutamente inodore (lo sottolineo perchè già immagino le vostre remore in materia) nel più classico stile di trattoria popolare cinese.
Il menù molto esteso che non ha mai deluso nonostante il mio test su 20 portate, incredibile la freschezza e la ricerca della qualità delle materie impiegate. Le presentazioni dei piatti sono semplici e rappresentano in pieno lo stile popolare cinese.
Tra tutti i ristoranti qui in Italia penso di aver mangiato qui la miglior anatra alla pechinese, presentata nel classico modo triplo che vale davvero ogni euro speso e che tanto mi ricorda quella originaria che ho gustato nelle loro terre (che nostalgia!!).
Per quanto riguarda le bevande, la scelta non è ampia ma possiamo dire essenziale, con etichette italiane anche di grande pregio e prezzi onesti, che ben valgono quello che si mangia.
Il locale sembra molto frequentato ed è gestito in sala da squisite ragazze veloci, preparate e simpatiche, che allieteranno la vostra serata con consigli e anedotti
I prezzi sono giustissimi per la qualità proposta, forse un po' più elevati rispetto ad un "normale" cinese a cui siamo abituati, ma ne vale certamente la pena.
Altre note positive sono date dalla schiettezza che traspare dal menù e dai consigli dello staff di quella che si presenta come la più autentica cucina popolare cinese. Nessun aspetto negativo da segnalare.
Che dire per concludere? Potrà piacere o meno, ma rappresenta in pieno l'autentico locale cinese delle loro terre, il che mi sembra lontano anni luce dai ristorantoni strapatinati da una parte e dai locali puzzolenti a rischio chiusura per norme igienico sanitarie non rispettate dall'altra...
Quindi consigliatissimo per chi ha ancora remore per la fantastica cucina del Sol Levante.
Ristorante Lon Fon
Via Lazzaretto 10, 20124 Milano
Tel. 02 29 40 51 53
La prima idea che ci si fa entrando è quella di un locale essenziale e assolutamente inodore (lo sottolineo perchè già immagino le vostre remore in materia) nel più classico stile di trattoria popolare cinese.
Il menù molto esteso che non ha mai deluso nonostante il mio test su 20 portate, incredibile la freschezza e la ricerca della qualità delle materie impiegate. Le presentazioni dei piatti sono semplici e rappresentano in pieno lo stile popolare cinese.
Tra tutti i ristoranti qui in Italia penso di aver mangiato qui la miglior anatra alla pechinese, presentata nel classico modo triplo che vale davvero ogni euro speso e che tanto mi ricorda quella originaria che ho gustato nelle loro terre (che nostalgia!!).
Per quanto riguarda le bevande, la scelta non è ampia ma possiamo dire essenziale, con etichette italiane anche di grande pregio e prezzi onesti, che ben valgono quello che si mangia.
Il locale sembra molto frequentato ed è gestito in sala da squisite ragazze veloci, preparate e simpatiche, che allieteranno la vostra serata con consigli e anedotti
I prezzi sono giustissimi per la qualità proposta, forse un po' più elevati rispetto ad un "normale" cinese a cui siamo abituati, ma ne vale certamente la pena.
Altre note positive sono date dalla schiettezza che traspare dal menù e dai consigli dello staff di quella che si presenta come la più autentica cucina popolare cinese. Nessun aspetto negativo da segnalare.
Che dire per concludere? Potrà piacere o meno, ma rappresenta in pieno l'autentico locale cinese delle loro terre, il che mi sembra lontano anni luce dai ristorantoni strapatinati da una parte e dai locali puzzolenti a rischio chiusura per norme igienico sanitarie non rispettate dall'altra...
Quindi consigliatissimo per chi ha ancora remore per la fantastica cucina del Sol Levante.
Voto finale: 7½ su 10
Ristorante Lon Fon
Via Lazzaretto 10, 20124 Milano
Tel. 02 29 40 51 53
Il locale
La mise en place, essenziale, pulita e curata
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martedì 28 agosto 2012
Segnalazione: Cantina Concordia, Milano
Ecco la mia ultima casuale scoperta nel panorama "BeviamoqualcosasuiNavigli", frase celebre tra i giovani milanesi, che piacerà a chi di voi ama scovare chicche enologiche in ambienti rilassati.
La Cantina Concordia è un locale molto carino ed intimo, con atmosfera amichevole e posti limitati, sul genere "Milano fumosa" anni '60 con particolari di stile.
La cucina è improntata alla semplicità ed all'uso di materie prime di alto livello, gestita da un proprietario ed anfitrione simpatico ed accogliente.
La carta dei vini è costruita con cognizione di causa e presenta i giusti rincari.
Atmosfera molto rilassata e possibilità di bere i grandi cocktail che hanno fatto la storia come l'ottimo "Milano-Torino".
Fate voi...
Cantina Concordia
Ripa di Porta Ticinese 61, Milano
Tel. 02 89 42 27 44
La Cantina Concordia è un locale molto carino ed intimo, con atmosfera amichevole e posti limitati, sul genere "Milano fumosa" anni '60 con particolari di stile.
La cucina è improntata alla semplicità ed all'uso di materie prime di alto livello, gestita da un proprietario ed anfitrione simpatico ed accogliente.
La carta dei vini è costruita con cognizione di causa e presenta i giusti rincari.
Atmosfera molto rilassata e possibilità di bere i grandi cocktail che hanno fatto la storia come l'ottimo "Milano-Torino".
Fate voi...
Cantina Concordia
Ripa di Porta Ticinese 61, Milano
Tel. 02 89 42 27 44
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martedì 19 giugno 2012
Recensione: ristorante asiatico Shambala, Milano
Oggi non andrò molto per le lunghe, lo Shambala di Milano rappresenta una delle esperienze italiane più vicine alle atmosfere dei magici ristoranti sperduti nelle prime foreste del Vietnam.
Lo Shambala non è un ristorante etnico che scimmiotta i paesi a cui è ispirato,lo Shambala è un'esperienza.
Gran parte del fascino e dell'atmosfera è sicuramente frutto della location fiabesca che i proprietari sono riusciti a ricreare con maestria e passione, ma l'esperienza non si limita a questo: l'affabilità dei camerieri, la scelta delle colonne sonore e la ricercatezza degli eventi che costellano il calendario coronano il tutto.
Il menù raccoglie tutti i classici della cucina del sud-est asiatico con voli pindarici a base di materie prime per lo più sconosciute agli europei, abbinamenti curiosi e mai azzardati, tempistiche ottime nel servizio ed un uso non invasivo di spezie e salse piccanti.
Insomma, se volete passare una serata nel più completo relax, seduti ad un tavolo circondato da luci soffuse, bambù e giardini zen, assaggiando una gran cucina asiatica correttamente modificata per i palati milanesi, beh...
Da qui non uscirete delusi, sapendo anche che, oltre ad un fantastico e curioso menù, avrete a disposizione un'onestissima carta di vini italiani notevole ed una lista di distillati superiore alla media.
Il conto? Giustamente all'altezza dell'esperienza e della cura che c'è dietro a tutto quello che vedrete, sentirete ed assaggerete...
Buona esperienza
A.L.
Piatto consigliato: Futomaki di pollo e salmone
Piatto sconsigliato: Tartare
Shambala
Lo Shambala non è un ristorante etnico che scimmiotta i paesi a cui è ispirato,lo Shambala è un'esperienza.
Gran parte del fascino e dell'atmosfera è sicuramente frutto della location fiabesca che i proprietari sono riusciti a ricreare con maestria e passione, ma l'esperienza non si limita a questo: l'affabilità dei camerieri, la scelta delle colonne sonore e la ricercatezza degli eventi che costellano il calendario coronano il tutto.
Il menù raccoglie tutti i classici della cucina del sud-est asiatico con voli pindarici a base di materie prime per lo più sconosciute agli europei, abbinamenti curiosi e mai azzardati, tempistiche ottime nel servizio ed un uso non invasivo di spezie e salse piccanti.
Insomma, se volete passare una serata nel più completo relax, seduti ad un tavolo circondato da luci soffuse, bambù e giardini zen, assaggiando una gran cucina asiatica correttamente modificata per i palati milanesi, beh...
Da qui non uscirete delusi, sapendo anche che, oltre ad un fantastico e curioso menù, avrete a disposizione un'onestissima carta di vini italiani notevole ed una lista di distillati superiore alla media.
Il conto? Giustamente all'altezza dell'esperienza e della cura che c'è dietro a tutto quello che vedrete, sentirete ed assaggerete...
Buona esperienza
A.L.
Piatto consigliato: Futomaki di pollo e salmone
Piatto sconsigliato: Tartare
Shambala
Via Giuseppe Ripamonti 337, 20141 Milano
Tel. 02 55 20 194 ()
Sito: http://www.shambalamilano.it/
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venerdì 3 febbraio 2012
Recensione: ristorante indiano Namastè, Milano
Il Namastè è un piccolo ristorante-bomboniera in zona fiera a Milano, un luogo dove la semplicità e la cordialità vi faranno respirare la vera, accogliente atmosfera di ogni famiglia indiana.
Questo piccolo rifugio indiano non ha nulla a che vedere con i "localoni faraonici" che costellano la città, qui la parola d’ordine è semplicità ed essenza in puro India-style.
Semplicità che giustamente si traduce in una cena completa a non più di 25 Euro a persona, con la possibilità di gustare i piatti più autoctoni che potreste trovare a Mumbai.
Esiste solo un limitatissimo menù che oltre al classico tandoori di pollo offre poche altre scelte, ma nel caso decidiate di fare il classico percorso della cena tradizionale indiana, sappiate che vi ritrovereste ad assaggiare una grandissima scelta di pani tradizionali come il naan, il roti o il chapati, accompagnati da favolosi chutney fatti in casa freschissimi.
A seguire arriveranno le classiche portate accompagnate da un ottimo dahl ed altri contorni accompagnati da favoloso vino indiano (incredibile ma vero) o da birre locali.
L’ambiente è semplice e genuino, con decorazioni originali indiane e tanto profumo d’oriente: i colori ocra dominano tra le immagini sacre induiste, si mangia accompagnati da musica strumentale suadente e da una piccola televisione dall'effetto kitsch che trasmette senza audio solo tv indiane.
Ristorante Namastè
Via Ricciarelli 12, Milano
Tel. 02 48 71 23 58
Sito: www.ristorantenamastemilano.com
Questo piccolo rifugio indiano non ha nulla a che vedere con i "localoni faraonici" che costellano la città, qui la parola d’ordine è semplicità ed essenza in puro India-style.
Semplicità che giustamente si traduce in una cena completa a non più di 25 Euro a persona, con la possibilità di gustare i piatti più autoctoni che potreste trovare a Mumbai.
Esiste solo un limitatissimo menù che oltre al classico tandoori di pollo offre poche altre scelte, ma nel caso decidiate di fare il classico percorso della cena tradizionale indiana, sappiate che vi ritrovereste ad assaggiare una grandissima scelta di pani tradizionali come il naan, il roti o il chapati, accompagnati da favolosi chutney fatti in casa freschissimi.
A seguire arriveranno le classiche portate accompagnate da un ottimo dahl ed altri contorni accompagnati da favoloso vino indiano (incredibile ma vero) o da birre locali.
L’ambiente è semplice e genuino, con decorazioni originali indiane e tanto profumo d’oriente: i colori ocra dominano tra le immagini sacre induiste, si mangia accompagnati da musica strumentale suadente e da una piccola televisione dall'effetto kitsch che trasmette senza audio solo tv indiane.
Ristorante Namastè
Via Ricciarelli 12, Milano
Tel. 02 48 71 23 58
Sito: www.ristorantenamastemilano.com
Recensione: ristorante eritreo Adulis, Milano
L’Adulis non è un semplice ristorante dove si mangia eritreo, l’Adulis E’ Eritrea.
Sì perché qui non ci si limita, come in molti locali di bassa lega, a scimmiottare la cucina del paese d’origine del proprietario, qui si è davvero proiettati in un ristoro tipico della periferia di Asmara.
Il locale dona subito uno splendido impatto, curato nei minimi particolari e avvolto da colori pastello che con l’ocra del tendaggio ti fanno sentire in una tenda berbera nel cuore del Eritrea.
La cucina, anche per chi ha avuto modo di mangiare in un ristorante in Africa, è più che autentica, qui non si fanno voli "pindo-gastronomici" adattati ai palati europei, qui il piatto nazionale eritreo la fa da padrone, zighinì sopra ogni cosa! E sto parlando di zighinì sul serio, non quello commerciale che trovate in molti altri ristoranti abissini milanesi.
Il titolare poi, vi accoglierà in maniera molto premurosa, consigliandovi con obiettività la miglior scelta in base alla vostra tolleranza in fatto di piccante, e spiegandovi con molta calma tutto ciò che c’è da sapere su spris, gored gored e su ogni altro piatto che v’incuriosirà.
Personalmente consiglio un antipastino a base di sambussa, un piattino sfizioso che inizierà gradualmente a farvi immergere nei profumi eritrei senza mettere alla prova il vostro palato.
Un ulteriore caratteristica che mi ha colpito di questo menù è la disponibilità, per chi non dovesse gradire la carne, di altri piatti minori a base di legumi e verdure come il tumtumo ed il nai tsom.
Il reparto bevande è un po' risicato e presenta qualche vino locale, birre e qualche rosso italiano commerciale, mentre riguardo ai dolci... Posso solo dire che sono geniali! A voi la sorpresa.
Ah, quasi dimenticavo...
Per i più raffinati, mi sembrava giusto avvertire: all'Adulis il piacere non si limita all'autenticità del cibo, qui si seguono le tradizioni alla lettera, e come tradizione vuole si mangia con le mani, intingendo dal piatto comune della tavola.
Il mio consiglio? In barba ad ogni stucchevole galateo, liberatevi ogni tanto dagli schemi, forza!
Avete il tatto?!? Usatelo anche per mangiare! In tutto il mondo insegnano che è il primo dei nostri 5 sensi che utilizziamo per apprezzare il cibo, unendo e condividendo questo piacere a meno di 35 Euro a testa.
Ristorante Adulis
Via Melzo 24, Milano
Tel. 02 29 51 58 16
Sì perché qui non ci si limita, come in molti locali di bassa lega, a scimmiottare la cucina del paese d’origine del proprietario, qui si è davvero proiettati in un ristoro tipico della periferia di Asmara.
Il locale dona subito uno splendido impatto, curato nei minimi particolari e avvolto da colori pastello che con l’ocra del tendaggio ti fanno sentire in una tenda berbera nel cuore del Eritrea.
La cucina, anche per chi ha avuto modo di mangiare in un ristorante in Africa, è più che autentica, qui non si fanno voli "pindo-gastronomici" adattati ai palati europei, qui il piatto nazionale eritreo la fa da padrone, zighinì sopra ogni cosa! E sto parlando di zighinì sul serio, non quello commerciale che trovate in molti altri ristoranti abissini milanesi.
Il titolare poi, vi accoglierà in maniera molto premurosa, consigliandovi con obiettività la miglior scelta in base alla vostra tolleranza in fatto di piccante, e spiegandovi con molta calma tutto ciò che c’è da sapere su spris, gored gored e su ogni altro piatto che v’incuriosirà.
Personalmente consiglio un antipastino a base di sambussa, un piattino sfizioso che inizierà gradualmente a farvi immergere nei profumi eritrei senza mettere alla prova il vostro palato.
Un ulteriore caratteristica che mi ha colpito di questo menù è la disponibilità, per chi non dovesse gradire la carne, di altri piatti minori a base di legumi e verdure come il tumtumo ed il nai tsom.
Il reparto bevande è un po' risicato e presenta qualche vino locale, birre e qualche rosso italiano commerciale, mentre riguardo ai dolci... Posso solo dire che sono geniali! A voi la sorpresa.
Ah, quasi dimenticavo...
Per i più raffinati, mi sembrava giusto avvertire: all'Adulis il piacere non si limita all'autenticità del cibo, qui si seguono le tradizioni alla lettera, e come tradizione vuole si mangia con le mani, intingendo dal piatto comune della tavola.
Il mio consiglio? In barba ad ogni stucchevole galateo, liberatevi ogni tanto dagli schemi, forza!
Avete il tatto?!? Usatelo anche per mangiare! In tutto il mondo insegnano che è il primo dei nostri 5 sensi che utilizziamo per apprezzare il cibo, unendo e condividendo questo piacere a meno di 35 Euro a testa.
Ristorante Adulis
Via Melzo 24, Milano
Tel. 02 29 51 58 16
lunedì 7 novembre 2011
Recensione: ristorante Al Grissino, Milano

Esistono pochi locali nel capoluogo che hanno mantenuto il fascino della Milano ricca e favillante degli anni pre-tangentopoli senza scadere nell'opulenza ed arrivare a sembrare un locale trasandato che propone la solita orata al cartoccio in alternativa al branzino al sale.
Lo storico Grissino ci riesce ancora.
Sarà l'arredamento, l'età dei camerieri, le foto ricordo con i simil-vip, ma ci si sente davvero ancora nel pieno di quegli anni.
Sì perchè il locale ha mantenuto sapientemente nel tempo il suo stile chic anni '80, e adesso forse sarebbe ad hoc per un film di Boldi, ma fà comunque piacere esserci dentro...
Per accogliere tutti gli avventori la struttura del locale si è curiosamente allargata sempre più, creando una specie di labirinto costituito dalle varie salette che si snodano lungo un tortuoso percorso che passa dalla cucina, e questa trovo che sia una curiosità che obblighi a garantire bellezza, pulizia dei locali di lavoro ed una freschezza scintillante di tutto l'insieme cucina-materie prime... cosa non scontata purtroppo in tanti locali milanesi seppur dotati di cucina a vista.
La cucina è improntata sul pesce, ottime le preparazioni classiche e buone anche alcune reinterpretazioni dello chef, cantina fornitissima con giusti ricarichi.
Curiosamente come antipasti viene sempre proposto una sequenza lunghissima di piccole porzioni assortite di pesce crudo o preparato secondo le tradizioni di mare italiane, cosa alquanto inusuale ma che soddisfa ampiamente e fa provare molte preparazioni in più rispetto alla classica sequenza antipasto-primo-secondo.
Punto dolente: il servizio. Sì perchè purtroppo per noi avventori, il locale è spesso pieno, ed i camerieri sono obbligati a volare da un tavolo all'altro volteggiando con estrema velocità, freddezza, ed a volte anche troppa scontatezza, come se tutti fossero clienti da anni conoscenti dell'offerta di cantina e menù. Questo fenomeno risulta sempre parecchio fastidioso e che fa capire ancora una volta come ci sia una grande differenza tra la rapidità e professionalità dei camerieri e l'improvvisazione di persone impegnate in lavori che non sentono loro.
Per concludere; se volete passare una serata in un locale con una grandissima cucina di mare, mangiare del buon pesce in mezzo a tanta gente (alle volte seduta troppo vicina) e siete disponibili a chiudere un occhio su un servizio un pò troppo "pizzaiolo" pur spendendo 90 Euro a testa tra notorietà imprenditoriali milanesi, inforcate i vostri Ray-Ban, indossate il vostro montone ed Al Grissino vi sentirete i re della serata.


Al Grissino
Via Giovanni Battista Tiepolo 54, Milano
Tel. 02 73 03 92
Sito: www.ristorantealgrissino.com
giovedì 16 giugno 2011
Recensione: Ristorante Don Juan, Milano
Oggi vi racconterò della mia ultima spedizione fatta per i mie amatissimi lettori e per la mia curiosità di provare un locale che un mio caro amico, dotato di notevole esperienza enogastronomica, definiva e forse ancora definisce come "la miglior carne di Milano".
Il ristorante in questione è il famosissimo Don Juan, ma vi prego non pronunciate Don "GIUAN" ma Don "HUAN"!!!
Vediamo com'è andata questa volta...
Arrivo alle 22.30 ed il locale si presenta come al solito - a detta di alcuni lettori - full, con gente in coda nonostante la prenotazione, inconveniente al quale con estrema classe il titolare ovvia offrendo una spettacolare sangria e gestendo la situazione con molto stile e professionalità.
Ci sediamo, avvolti da un arredamento piuttosto anonimo, tra tavolini poco distanti l'uno dall'altro ed un notevole fragore dato dal chiacchericcio dei commensali che rimbomba a causa della ridotta dimensione del locale.
Apriamo il menù ed effettivamente l'offerta spazia tra i più classici tagli proposti nei ristoranti argentini, quindi largo spazio a lomo, bife, picanha... arricchiti da antipasti e verdure ben preparati che fanno solo da contorno all'orgia carnivora...
Ok, ma arriviamo al sodo direte voi!
E' o non è la miglior carne di Milano?!? O addirittura come ha bestemmiato qualcuno sul web "il miglior argentino d'Italia!"?!?
No, non lo è! O meglio... mi spiego... La carne è sicuramente un prodotto di alta qualità, ma come ripeto da anni, per dare una corretta valutazione bisogna sempre partire dal rapporto qualità/prezzo prima di stabilire poi il confronto con la concorrenza.
Quindi posso dire che non basta una qualità buona per decretare la miglior carne o il miglior argentino d'Italia, ci vuole anche qualcosa in più degli altri, qualche valore aggiunto che magari presenta soltanto questo locale, e qui mi spiace ma non c'è, si mangia bene e basta.
Il servizio è rapidissimo e gentilissimo, preparato e premuroso, i dolci argentini fatti in maniera più che decorosa e presentati molto bene, la frequentazione del ristorante è, di sicuro, mediamente altalocata, si mangia in un locale famoso e spesso s'intercettano vip al tavolo adiacente. Ok, ma niente di più.
P.s. Per la cronaca il mio ristorante "carnivoro" milanese preferito rimane per qualità, ambiente, allegria, ottimi cocktail e carne perfetta il Picanha's in piazzale Lotto, provare per credere.
Fatemi sapere carissimi!
Don Juan
Via Altaguardia 2, Milano
Tel. 02 58 43 08 05
Sito: www.ristorantedonjuan.com
Il ristorante in questione è il famosissimo Don Juan, ma vi prego non pronunciate Don "GIUAN" ma Don "HUAN"!!!
Vediamo com'è andata questa volta...
Arrivo alle 22.30 ed il locale si presenta come al solito - a detta di alcuni lettori - full, con gente in coda nonostante la prenotazione, inconveniente al quale con estrema classe il titolare ovvia offrendo una spettacolare sangria e gestendo la situazione con molto stile e professionalità.
Ci sediamo, avvolti da un arredamento piuttosto anonimo, tra tavolini poco distanti l'uno dall'altro ed un notevole fragore dato dal chiacchericcio dei commensali che rimbomba a causa della ridotta dimensione del locale.
Apriamo il menù ed effettivamente l'offerta spazia tra i più classici tagli proposti nei ristoranti argentini, quindi largo spazio a lomo, bife, picanha... arricchiti da antipasti e verdure ben preparati che fanno solo da contorno all'orgia carnivora...
Ok, ma arriviamo al sodo direte voi!
E' o non è la miglior carne di Milano?!? O addirittura come ha bestemmiato qualcuno sul web "il miglior argentino d'Italia!"?!?
No, non lo è! O meglio... mi spiego... La carne è sicuramente un prodotto di alta qualità, ma come ripeto da anni, per dare una corretta valutazione bisogna sempre partire dal rapporto qualità/prezzo prima di stabilire poi il confronto con la concorrenza.
Quindi posso dire che non basta una qualità buona per decretare la miglior carne o il miglior argentino d'Italia, ci vuole anche qualcosa in più degli altri, qualche valore aggiunto che magari presenta soltanto questo locale, e qui mi spiace ma non c'è, si mangia bene e basta.
Il servizio è rapidissimo e gentilissimo, preparato e premuroso, i dolci argentini fatti in maniera più che decorosa e presentati molto bene, la frequentazione del ristorante è, di sicuro, mediamente altalocata, si mangia in un locale famoso e spesso s'intercettano vip al tavolo adiacente. Ok, ma niente di più.
P.s. Per la cronaca il mio ristorante "carnivoro" milanese preferito rimane per qualità, ambiente, allegria, ottimi cocktail e carne perfetta il Picanha's in piazzale Lotto, provare per credere.
Fatemi sapere carissimi!
Don Juan
Via Altaguardia 2, Milano
Tel. 02 58 43 08 05
Sito: www.ristorantedonjuan.com
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mercoledì 16 febbraio 2011
Recensione: Ristorante Da Oscar, Milano
Anche Milano ha il suo "barrio" d'atmosfera piena d'energia, divertimento, buon cibo multietnico, dove è possibile passare una piacevolissima serata girovagando di locale in locale bevendo, mangiando e divertendosi come si fosse in una scoppiettante città spagnola.
Il piccolo "Barrio" in questione è quella zona compresa tra Viale Vittorio Veneto e Viale Tunisia, niente a che fare con i quartieri della movida con scintillanti veline e Porsche in terza fila: dimenticate pure i vari Giannino e Hollywood.
Questo quartiere si è sviluppato inizialmente come enclave dei primi ristoratori del corno d'Africa di cui l'Asmara ne è stato il capo scuola (ristorantino etnico che consiglio vivamente), negli anni poi, grazie forse ai bassi costi d'affitto, ha dato la possibilità a giovani lungimiranti di aprire molti localini di carattere e ristoranti popolari di ogni genere.
Tra tutte queste insegne pro-globalizzazione c'è una mosca bianca dal carattere a dir poco unico che rimane intatta da 30 anni, e si trova all'inizio di Via Lazzaro Palazzi, la trattoria Da Oscar.
Le innumerevoli stranezze e particolarità che gli hanno permesso di supererare qualsiasi crisi o moda iniziano dall'ambiente, piccolo e pieno zeppo di souvenir di Benito Mussolini e della Brigata Folgore, ma non pensate al locale serioso, razzista o estremista, in questo posto si ride, è sempre pieno di turisti, universitari e qualche nostalgico, ed è un luogo dove si prende tutto con simapatia e molta allegria.
Saranno le uscite improvvise di Oscar dalla cucina con canzoni, barzellette e battute a chiunque gli capiti a tiro -donne e uomini, italiani e stranieri- oppure i tavoli vicinissimi che ti permettono una naturale conoscenza dello sconosciuto vicino, ma qui ci si diverte davvero!
Il tutto però, a differenza del 99% dei locali "goliardici" milanesi, viene accompagnato da un'ottima cucina con porzioni pantagrueliche!
E' vero, i prezzi non sono popolari, ma la quantità e la qualità giustificano ampiamente: filetti e cotolette buonissime, primi piatti cotti alla perfezione con insoliti accompagnamenti e contorni serviti in porzioni praticamente doppie a quanto siete abituati.
Il menù è intatto da anni, forse perchè si è scelta la strategia "squadra che vince non si cambia", ma davvero, alla mia terza visita non ho ancora trovato un piatto sbagliato.
La scelta dei vini è minima e per leggere i menù appesi al muro bisogna contorcersi se non si ha la fortuna di sederne vicino, il pane è a malapena accettabile ed i bagni sono di terz'ordine, ma è la politica di Oscar senza fronzoli che comanda. Siamo praticamente in una trattoria, e grazie al cibo e all'atmosfera gli si può perdonare questo ed altro.
Chiudo consigliandovelo se cercate un locale "caciarone" e divertente, con buon cibo da trattoria senza troppe pretese culinarie.
Di certo se siete maggiormente vicini ad una certa parte politica, apprezzerete maggiormente il tutto, il mio augurio è che possa rimanere ancora per molti anni così com'è, con i suoi pregi e difetti ma fedele a se stesso.
Da ammirare.
Da Oscar
Via Lazaro Palazzi 4, 20124 Milano
Tel. 02 29 51 88 06
Sito: http://ristorantedaoscar.com/
Il piccolo "Barrio" in questione è quella zona compresa tra Viale Vittorio Veneto e Viale Tunisia, niente a che fare con i quartieri della movida con scintillanti veline e Porsche in terza fila: dimenticate pure i vari Giannino e Hollywood.
Questo quartiere si è sviluppato inizialmente come enclave dei primi ristoratori del corno d'Africa di cui l'Asmara ne è stato il capo scuola (ristorantino etnico che consiglio vivamente), negli anni poi, grazie forse ai bassi costi d'affitto, ha dato la possibilità a giovani lungimiranti di aprire molti localini di carattere e ristoranti popolari di ogni genere.
Tra tutte queste insegne pro-globalizzazione c'è una mosca bianca dal carattere a dir poco unico che rimane intatta da 30 anni, e si trova all'inizio di Via Lazzaro Palazzi, la trattoria Da Oscar.
Le innumerevoli stranezze e particolarità che gli hanno permesso di supererare qualsiasi crisi o moda iniziano dall'ambiente, piccolo e pieno zeppo di souvenir di Benito Mussolini e della Brigata Folgore, ma non pensate al locale serioso, razzista o estremista, in questo posto si ride, è sempre pieno di turisti, universitari e qualche nostalgico, ed è un luogo dove si prende tutto con simapatia e molta allegria.
Saranno le uscite improvvise di Oscar dalla cucina con canzoni, barzellette e battute a chiunque gli capiti a tiro -donne e uomini, italiani e stranieri- oppure i tavoli vicinissimi che ti permettono una naturale conoscenza dello sconosciuto vicino, ma qui ci si diverte davvero!
Il tutto però, a differenza del 99% dei locali "goliardici" milanesi, viene accompagnato da un'ottima cucina con porzioni pantagrueliche!
E' vero, i prezzi non sono popolari, ma la quantità e la qualità giustificano ampiamente: filetti e cotolette buonissime, primi piatti cotti alla perfezione con insoliti accompagnamenti e contorni serviti in porzioni praticamente doppie a quanto siete abituati.
Il menù è intatto da anni, forse perchè si è scelta la strategia "squadra che vince non si cambia", ma davvero, alla mia terza visita non ho ancora trovato un piatto sbagliato.
La scelta dei vini è minima e per leggere i menù appesi al muro bisogna contorcersi se non si ha la fortuna di sederne vicino, il pane è a malapena accettabile ed i bagni sono di terz'ordine, ma è la politica di Oscar senza fronzoli che comanda. Siamo praticamente in una trattoria, e grazie al cibo e all'atmosfera gli si può perdonare questo ed altro.
Chiudo consigliandovelo se cercate un locale "caciarone" e divertente, con buon cibo da trattoria senza troppe pretese culinarie.
Di certo se siete maggiormente vicini ad una certa parte politica, apprezzerete maggiormente il tutto, il mio augurio è che possa rimanere ancora per molti anni così com'è, con i suoi pregi e difetti ma fedele a se stesso.
Da ammirare.
Da Oscar
Via Lazaro Palazzi 4, 20124 Milano
Tel. 02 29 51 88 06
Sito: http://ristorantedaoscar.com/
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venerdì 4 febbraio 2011
Dove mangiare pesce a Milano
Rispondo pubblicamente ad una mail appena arrivata in cui mi si chiede dove mangiare buon pesce a Milano e mi si propongono 2 tra i più importanti locali storici milanesi.
Allora, chiariamo subito una cosa che da anni mi viene detta: è una leggenda popolare che a Milano si mangi il miglior pesce d'Italia!!!
E' una leggenda come il coccodrillo bianco nelle fogne o come quella dell'amico del cugino di chiunque che ha fatto un incidente e quando si è tirato via il casco gli si è aperta la testa!
Il miglior pesce d'Italia (se lo chef non rovina le cose, ovviamente) lo si mangia a 1 km dalla riva, in quei locali con la forza economica o le conoscenze per fare accordi con i pescatori per il relativo miglior pescato! Tra i quali mi sento di segnalare Lorenzo a Forte dei Marmi, se non fosse per i prezzi quasi inaccessibili ai più...
Ma torniamo alla nostra città meneghina, basta con quei locali milanesi arcinoti e arcivecchi di mura, di ricette e di mise en place.
Negli anni '80 il Cuoco di bordo era il top, negli anni '90 il Sambuco faceva scuola, adesso l'unica cosa che fanno è svuotarvi il portafoglio!
Non è concepibile spendere 100 Euro a testa per una grigliata mista, un orata al sale e quattro antipastini, magari accompagnati dal classico Vermentino che poi trovo agevolmente all'Esselunga a 15 Euro!
Un'orata, un branzino, uno spada, chiunque può farselo a casa al cartoccio o con 4 patate, un ristorante per autodefinirsi "di pesce" deve darmi qualcosa in più, preparazioni, ricerca (e proponiamo questo benedetto pesce azzurro!!!) qualità eccelsa, presentazioni alternative, fritti leggeri e asciutti fatti con maizena, ecc.
Se veramente optate per una serata milanese all'insegna del mare, vi prego solo di fare 2 cose.
Primo: evitate di sentirvi i superpiù prendendo sottobanco paranze e datteri di mare vietati, piuttosto spronate i ristoratori chiedendo delle nostre vecchie tradizioni di mare, come il caviale "dei poveri" calabrese e simili.
Secondo: snobbate i grandi nomi come Arrow's, Centro Ittico, Sambuco, Al cuoco di bordo.
Perchè?? Perchè sono tutti vecchi e stanchi carrozzoni che si trascinano da anni, in cui nascondono dietro al concetto di tradizione la realtà di un'apatia contagiosa che ti si crea quando risci a riempire il locale per 5 giorni di seguito! Stessi piatti, stesse divise, stessi muri, basta!!! A quel punto andate da Zio Pesce, chiudete gli occhi e mangerete le stesse identiche cose impiattate magari in maniera povera, in un locale ben più scarno ma con le stesse ricette e la stessa materia prima.
Al contrario, se siete stanchi dell'abbinamento locale vecchio e opulento/cucina di pesce, e volete veramente premiare chi s'impegna, chi ricerca, chi propone, chi da valore ad ogni vostro singolo Euro facendovi uscire dal locale sazi e con grandi ricordi ed immagini, i due nomi a Milano sono:
Ristorante Alice
Via Adige 9, Milano
Tel. 02 54 62 930
Sito: http://www.aliceristorante.it/
Ristorante Hotel Moschino
Via Monte Grappa 12, Milano
Tel. 02 29 00 98 58
Fax 02 63 79 38 65
Sito: http://www.maisonmoschino.com/it
Fidatevi e fatemi sapere... Soddisfatti o rimborsati!
A.L.
Allora, chiariamo subito una cosa che da anni mi viene detta: è una leggenda popolare che a Milano si mangi il miglior pesce d'Italia!!!
E' una leggenda come il coccodrillo bianco nelle fogne o come quella dell'amico del cugino di chiunque che ha fatto un incidente e quando si è tirato via il casco gli si è aperta la testa!
Il miglior pesce d'Italia (se lo chef non rovina le cose, ovviamente) lo si mangia a 1 km dalla riva, in quei locali con la forza economica o le conoscenze per fare accordi con i pescatori per il relativo miglior pescato! Tra i quali mi sento di segnalare Lorenzo a Forte dei Marmi, se non fosse per i prezzi quasi inaccessibili ai più...
Ma torniamo alla nostra città meneghina, basta con quei locali milanesi arcinoti e arcivecchi di mura, di ricette e di mise en place.
Negli anni '80 il Cuoco di bordo era il top, negli anni '90 il Sambuco faceva scuola, adesso l'unica cosa che fanno è svuotarvi il portafoglio!
Non è concepibile spendere 100 Euro a testa per una grigliata mista, un orata al sale e quattro antipastini, magari accompagnati dal classico Vermentino che poi trovo agevolmente all'Esselunga a 15 Euro!
Un'orata, un branzino, uno spada, chiunque può farselo a casa al cartoccio o con 4 patate, un ristorante per autodefinirsi "di pesce" deve darmi qualcosa in più, preparazioni, ricerca (e proponiamo questo benedetto pesce azzurro!!!) qualità eccelsa, presentazioni alternative, fritti leggeri e asciutti fatti con maizena, ecc.
Se veramente optate per una serata milanese all'insegna del mare, vi prego solo di fare 2 cose.
Primo: evitate di sentirvi i superpiù prendendo sottobanco paranze e datteri di mare vietati, piuttosto spronate i ristoratori chiedendo delle nostre vecchie tradizioni di mare, come il caviale "dei poveri" calabrese e simili.
Secondo: snobbate i grandi nomi come Arrow's, Centro Ittico, Sambuco, Al cuoco di bordo.
Perchè?? Perchè sono tutti vecchi e stanchi carrozzoni che si trascinano da anni, in cui nascondono dietro al concetto di tradizione la realtà di un'apatia contagiosa che ti si crea quando risci a riempire il locale per 5 giorni di seguito! Stessi piatti, stesse divise, stessi muri, basta!!! A quel punto andate da Zio Pesce, chiudete gli occhi e mangerete le stesse identiche cose impiattate magari in maniera povera, in un locale ben più scarno ma con le stesse ricette e la stessa materia prima.
Al contrario, se siete stanchi dell'abbinamento locale vecchio e opulento/cucina di pesce, e volete veramente premiare chi s'impegna, chi ricerca, chi propone, chi da valore ad ogni vostro singolo Euro facendovi uscire dal locale sazi e con grandi ricordi ed immagini, i due nomi a Milano sono:
Ristorante Alice
Via Adige 9, Milano
Tel. 02 54 62 930
Sito: http://www.aliceristorante.it/
Ristorante Hotel Moschino
Via Monte Grappa 12, Milano
Tel. 02 29 00 98 58
Fax 02 63 79 38 65
Sito: http://www.maisonmoschino.com/it
Fidatevi e fatemi sapere... Soddisfatti o rimborsati!
A.L.
giovedì 3 febbraio 2011
Recensione: ristorante Cacio e Pepe, Milano
Visto che siamo a venerdì sera, oggi propongo su richiesta un bel locale modaiolo per voi milanesi fashion amanti dei locali scintillanti e di design, ispirata dalla mia ultima visita in questo ristorante.
Si, perchè Cacio e Pepe è un open-space disposto su due piani, luci alte, tavoli moderni, bancone con sgabelloni e vini dalle grandi etichette ostentate ovunque.
Calmi, non v'immaginate il solito locale alla moda dove si serve cibo di terza categoria strapagandolo (vedi Just Cavalli), qui il simpaticissimo e romanissimo signor Andrea ha fatto una scelta veramente insolita.
La ricetta ottenuta è un ottimo cibo in un locale sfacciatamente modaiolo: chiedendomi quanto questo strano abbinamento possa essere percepito dagli avventori un po' superficiali, passo ai particolari.
In questo posto, come ha scritto qualcuno, se si chiudono gli occhi, basta sentire i profumi del piatto per sentirsi in Trastevere.
Il cibo è di alta qualità e preparato veramente secondo tradizione, non reinterpretato come fa il più noto ristorante romano di Milano (si, si, proprio quello che ti fa fare il doppio turno cacciandoti fuori alle 22 in punto)
In primis, puntarelle e (ovviamente) bucatini cacio e pepe perfetti, ma evitateli se non amate il pepe o i sapori particolarmente forti, anche se per cultura "pastologica" dovreste assaggiarli, visto che ne risultano un ottimo esercizio di consistenze, più che un banale primo piatto!
La coda è buona e morbida, la classica scaloppina alla romana profuma come dovrebbe di salvia e di sua riduzione, e i dolci si difendono egregiamente senza stupire.
Insomma, l'ho visitato tre volte e non hanno mai sbagliato un piatto!
Direste: Locale perfetto allora? Eh no purtroppo, è qui che mi sento di esprimere un giudizio che va al di sopra dei tecnicismi culinari.
Stona, mi stona davvero troppo questa cucina perfetta, verace, romana, "doc", in questo locale troppo luminoso e a tratti freddo, un po' come se mangiaste al mare una fonduta o come se in uno chalet di montagna vi portassero una caprese!
Commento superficiale? Forse, ma come ho sempre detto ci deve essere un contesto intorno al cibo, altrimenti questo diventa "sterile" e puro nutrimento fisico: un locale, un piatto, un tipo di cucina devono avere un'anima ed un proprio perchè, e qui nonostante la perfezione nel piatto, causa scelta "prendi tutti i target" un po' azzardata forse, il tutto ti lascia un dubbio, dubbio che mi ha sempre evitato di consigliarlo.
De gustibus...
Cacio e pepe
Viale Gian Galeazzo 3, Milano
Tel. 02 83 24 25 09
Sito: http://www.ristorantecacioepepe.com/
Si, perchè Cacio e Pepe è un open-space disposto su due piani, luci alte, tavoli moderni, bancone con sgabelloni e vini dalle grandi etichette ostentate ovunque.
Calmi, non v'immaginate il solito locale alla moda dove si serve cibo di terza categoria strapagandolo (vedi Just Cavalli), qui il simpaticissimo e romanissimo signor Andrea ha fatto una scelta veramente insolita.
La ricetta ottenuta è un ottimo cibo in un locale sfacciatamente modaiolo: chiedendomi quanto questo strano abbinamento possa essere percepito dagli avventori un po' superficiali, passo ai particolari.
In questo posto, come ha scritto qualcuno, se si chiudono gli occhi, basta sentire i profumi del piatto per sentirsi in Trastevere.
Il cibo è di alta qualità e preparato veramente secondo tradizione, non reinterpretato come fa il più noto ristorante romano di Milano (si, si, proprio quello che ti fa fare il doppio turno cacciandoti fuori alle 22 in punto)
In primis, puntarelle e (ovviamente) bucatini cacio e pepe perfetti, ma evitateli se non amate il pepe o i sapori particolarmente forti, anche se per cultura "pastologica" dovreste assaggiarli, visto che ne risultano un ottimo esercizio di consistenze, più che un banale primo piatto!
La coda è buona e morbida, la classica scaloppina alla romana profuma come dovrebbe di salvia e di sua riduzione, e i dolci si difendono egregiamente senza stupire.
Insomma, l'ho visitato tre volte e non hanno mai sbagliato un piatto!
Direste: Locale perfetto allora? Eh no purtroppo, è qui che mi sento di esprimere un giudizio che va al di sopra dei tecnicismi culinari.
Stona, mi stona davvero troppo questa cucina perfetta, verace, romana, "doc", in questo locale troppo luminoso e a tratti freddo, un po' come se mangiaste al mare una fonduta o come se in uno chalet di montagna vi portassero una caprese!
Commento superficiale? Forse, ma come ho sempre detto ci deve essere un contesto intorno al cibo, altrimenti questo diventa "sterile" e puro nutrimento fisico: un locale, un piatto, un tipo di cucina devono avere un'anima ed un proprio perchè, e qui nonostante la perfezione nel piatto, causa scelta "prendi tutti i target" un po' azzardata forse, il tutto ti lascia un dubbio, dubbio che mi ha sempre evitato di consigliarlo.
De gustibus...
Cacio e pepe
Viale Gian Galeazzo 3, Milano
Tel. 02 83 24 25 09
Sito: http://www.ristorantecacioepepe.com/
martedì 1 febbraio 2011
Recensione: osteria Casa Tua, Milano
Cosa sognano i residenti delle grandi città, amanti delle atmosfere toscano-umbre che aspettano l'estate per dimenticare impegni di lavoro, orari, cibi plastificati e pranzi di corsa?
Un angolo di toscanità verace? Veri cibi toscani di qualità ed atmosfere calde con quel pizzico d'internazionalità che cerca ogni turista americano nelle nostre campagne?
Bene, allora prenotate e passate un paio d'ore in quest'angolo di Milano pieno di ristoranti posticci e caciaroni.
Devo dire che nella mia città d'adozione era un po' di tempo che non provavo quell'insieme di sensazioni che ti fanno sentire, per un attimo, fuori da una metropoli di 1.300.000 abitanti.
Da Casa Tua si mangia veramente toscano, e non quel toscano banale fatto di simil chianina (che 3 volte su 4 è fassona) e finocchiona, qui si ritrovano veramente quei piatti che hanno reso famoso quel magico triangolo d'Italia chiamato Toscana.
In cucina si seguono veramente le stagionalità con grande uso dei cereali e si usano anche quei prodotti difficili da cucinare che tanti pseudo-chef evitano: ci si stupisce leggendo il menù già solo per quello che offre.
La ribollita non è da ricordo, ma la pappa al pomodoro impressiona per equilibrio e gusto, pici e testaroli dalla cottura perfetta stupiscono anche il gastronauta più navigato, peccato solo che alla seconda mia visita in un momento full mi venga sbagliato per due volte lo stesso piatto (cannellini al fiasco) che mi vengono serviti con un'imbarazzante ritardo la prima volta e con una temperatura glaciale la seconda.
Nonostante questa defaillance, in cucina e nel servizio non sbagliano quasi mai, e quando capita un errore il ragazzo che cura i nostri tavoli ammette, corregge e s'incazza veramente con la cucina!
Locale veramente bello e curato, particolari ricercati e luci studiate alla perfezione.
I prezzi sono all'altezza della qualità percepita e dell'impegno di tutto lo staff, peccato solo che ultimamente sembra che alla direzione sia venuta in mente la malsana idea di "romanizzarsi" con i piatti del loro secondo locale (Giulio, pane e ojo)
Osteria Casa Tua
Via Muratori angolo Via Corio, Milano
Tel. 02 55 14 269
Sito: www.casatuaosteria.com
Un angolo di toscanità verace? Veri cibi toscani di qualità ed atmosfere calde con quel pizzico d'internazionalità che cerca ogni turista americano nelle nostre campagne?
Bene, allora prenotate e passate un paio d'ore in quest'angolo di Milano pieno di ristoranti posticci e caciaroni.
Devo dire che nella mia città d'adozione era un po' di tempo che non provavo quell'insieme di sensazioni che ti fanno sentire, per un attimo, fuori da una metropoli di 1.300.000 abitanti.
Da Casa Tua si mangia veramente toscano, e non quel toscano banale fatto di simil chianina (che 3 volte su 4 è fassona) e finocchiona, qui si ritrovano veramente quei piatti che hanno reso famoso quel magico triangolo d'Italia chiamato Toscana.
In cucina si seguono veramente le stagionalità con grande uso dei cereali e si usano anche quei prodotti difficili da cucinare che tanti pseudo-chef evitano: ci si stupisce leggendo il menù già solo per quello che offre.
La ribollita non è da ricordo, ma la pappa al pomodoro impressiona per equilibrio e gusto, pici e testaroli dalla cottura perfetta stupiscono anche il gastronauta più navigato, peccato solo che alla seconda mia visita in un momento full mi venga sbagliato per due volte lo stesso piatto (cannellini al fiasco) che mi vengono serviti con un'imbarazzante ritardo la prima volta e con una temperatura glaciale la seconda.
Nonostante questa defaillance, in cucina e nel servizio non sbagliano quasi mai, e quando capita un errore il ragazzo che cura i nostri tavoli ammette, corregge e s'incazza veramente con la cucina!
Locale veramente bello e curato, particolari ricercati e luci studiate alla perfezione.
I prezzi sono all'altezza della qualità percepita e dell'impegno di tutto lo staff, peccato solo che ultimamente sembra che alla direzione sia venuta in mente la malsana idea di "romanizzarsi" con i piatti del loro secondo locale (Giulio, pane e ojo)
Osteria Casa Tua
Via Muratori angolo Via Corio, Milano
Tel. 02 55 14 269
Sito: www.casatuaosteria.com
mercoledì 26 gennaio 2011
Recensione: Compagnia generale dei viaggiatori, naviganti e sognatori.
Nel cercare di contribuire alla classificazione delle tipologie ormai sterminate di locali fusion a Milano, su segnalazione di un amico buongustaio sono finito qui.
Per chi ha fiuto gastronomico, sarà palese che già dietro ad un nome così ci deve essere passione e voglia di far le cose fatte bene, e difatti è proprio così.
Personalmente adoro solo due tipologie di locali dove si serve cucina giapponese, e di conseguenza non tollero tutti quelli che stanno nel mezzo e che non fanno niente per uscire da quella zona d'ombra.
Mi spiego meglio: da un lato mi piacciono (e ne sono alla continua ricerca) i locali tradizionali condotti dai veri maestri sushi che hanno studiato per poter esercitare il loro mestiere ed hanno minimo 30 anni di esperienza alle spalle, operanti in locali senza fronzoli e cedimenti alle mode. Ricordo con molto piacere che per diventare maestro sushi ci vogliono tassativamente 5 anni prima di mettersi all'opera.
Dall'altra m'incuriosisce e sono il primo a premiare chi fa vera ricerca e vera innovazione senza abbandonare le linee guida di una tipologia di cibo già ampiamente violentata come quella giapponese.
Bene, La Compagnia ne è decisamente un ottimo esempio.
Locale affascinante, lungo e stretto, luci basse, colori ocra e particolari in rame, finale del locale chiuso in una sorta di privè dove si mangia su grossi cuscini e tavoli bassi, un po' claustrofobico ma di sicuro effetto.
Sorprendente il lavoro che ha fatto il cuoco sui classici giapponesi, futomaki temaki & co., interpretati con l'uso di tanti prodotti orientali e buone associazioni di contrasti e sapori non usati solitamente in queste preparazioni.
Sequenze di tartare al cucchiaio notevoli per freschezza e fantasia, riso migliorabile ma sicuramente oltre la media milanese e svariate preparazioni curiose dello chef.
Da segnalare i molti cocktail a base di sakè veramente curiosi e buoni, e in linea generale possiamo parlare di un luogo davvero bello, consigliato a chi vuole provare un locale di ricerca in un ambiente d'effetto.
Servizio migliorabile e prezzi alti sono i piccoli difetti che a fine serata si dimenticano rispetto alle potenzialità del posto, assolutamente in linea con la qualità totale percepita e la qualità del cibo.
Compagnia generale dei viaggiatori, naviganti e sognatori
Viale Col di Lana 8, Milano
Tel. 02 55 16 154
Sito: www.compagniageneralemilano.com
Per chi ha fiuto gastronomico, sarà palese che già dietro ad un nome così ci deve essere passione e voglia di far le cose fatte bene, e difatti è proprio così.
Personalmente adoro solo due tipologie di locali dove si serve cucina giapponese, e di conseguenza non tollero tutti quelli che stanno nel mezzo e che non fanno niente per uscire da quella zona d'ombra.
Mi spiego meglio: da un lato mi piacciono (e ne sono alla continua ricerca) i locali tradizionali condotti dai veri maestri sushi che hanno studiato per poter esercitare il loro mestiere ed hanno minimo 30 anni di esperienza alle spalle, operanti in locali senza fronzoli e cedimenti alle mode. Ricordo con molto piacere che per diventare maestro sushi ci vogliono tassativamente 5 anni prima di mettersi all'opera.
Dall'altra m'incuriosisce e sono il primo a premiare chi fa vera ricerca e vera innovazione senza abbandonare le linee guida di una tipologia di cibo già ampiamente violentata come quella giapponese.
Bene, La Compagnia ne è decisamente un ottimo esempio.
Locale affascinante, lungo e stretto, luci basse, colori ocra e particolari in rame, finale del locale chiuso in una sorta di privè dove si mangia su grossi cuscini e tavoli bassi, un po' claustrofobico ma di sicuro effetto.
Sorprendente il lavoro che ha fatto il cuoco sui classici giapponesi, futomaki temaki & co., interpretati con l'uso di tanti prodotti orientali e buone associazioni di contrasti e sapori non usati solitamente in queste preparazioni.
Sequenze di tartare al cucchiaio notevoli per freschezza e fantasia, riso migliorabile ma sicuramente oltre la media milanese e svariate preparazioni curiose dello chef.
Da segnalare i molti cocktail a base di sakè veramente curiosi e buoni, e in linea generale possiamo parlare di un luogo davvero bello, consigliato a chi vuole provare un locale di ricerca in un ambiente d'effetto.
Servizio migliorabile e prezzi alti sono i piccoli difetti che a fine serata si dimenticano rispetto alle potenzialità del posto, assolutamente in linea con la qualità totale percepita e la qualità del cibo.
Compagnia generale dei viaggiatori, naviganti e sognatori
Viale Col di Lana 8, Milano
Tel. 02 55 16 154
Sito: www.compagniageneralemilano.com
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