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giovedì 15 novembre 2012

Recensione: Frutteria - Osteria Lombarda "da Pietro", Merate

Oggi vi racconterò di un bellissimo progetto nato dall'amore di un figlio per il lavoro di fruttivendolo e dall'impegno per la ricerca di bontà locali portato avanti dal padre per decenni: la Frutteria - Osteria Lombarda da Pietro.

L'idea alla base è la possibilità di poter assaggiare piatti preparati con frutta, verdura, e prodotti locali di alta qualità offerti nel negozio, attraverso il quale si passa per accedere alla zona dedicata al ristorante, con il risultato di aver ottenuto un bellissimo localino che strizza l'occhio alle vecchie rivendite di "cibi caldi" che costellavano le grandi citta negli anni post bellici, posticini di gran fascino e con una gran sensazione di autenticità.
Anche in questo posto la location storica fa la sua parte, a cominciare da una sistemazione esterna deliziosa che porta all'interno della Frutteria, semplice e molto ben curata.
Anche la parte ristorante si distingue: arredi in classico stile da osteria tradizionale ma anche chic se vogliamo, e intima sala sotterranea con camino e voltine in mattoni davvero accogliente.
Nel menù si possono trovare tutti i grandi classici brianzoli, a partire da un simpaticissimo "salame e michetta" per arrivare al "foiolo fatto alla brianzola" passando da ottime paste e risotti presentati molto bene.
Il tutto preparato con una mano di chi sa il fatto suo, e con una particolare predilizione per i primi che risaltano decisamente rispetto a tutto il resto del menù.
Curiosissima l'offerta dei vini in accompagnamento, si può scegliere tra una bottiglia a km 0 e altre di provenienza esclusivamente lombarda, tra cui quelli provenienti dalla Valle del Curone.
Da non dimenticare poi che è possibile avere dei piatti d'asporto, sempre preparati con i prodotti di provenienza locale, come lasagne e brasati, insomma ottimo cibo della zona, crudo o cotto, da portarsi a casa o mangiare sul posto.

La particolare esperienza di una cena in un locale che riesce ad infondere tranquillità ed atmosfere rustiche vale in pieno la spesa di una cena media sui 35 euro a testa, bevande escluse.
Che dire di più... Se non avete particolarmente fretta vi sfido a trovare un difetto, perchè io non ne ho visti... L'importante è rilassarsi e non avere l'intenzione di arrivare velocemente al caffè...
E' proprio vero che quando le cose sono fatte con amore si sente!
Ad maiora!

Voto finale: 7 su 10



Frutteria - Osteria Lombarda "da Pietro"
Piazza Italia 2, Merate -LC-
Tel. 039 59 83 315
Fax 039 59 83 315
Sito:  www.osterialombarda.it



 L'allestimento molto curato della Frutteria


Delizie in esposizione: peccato non potervi far sentire i profumi!!!











martedì 13 novembre 2012

Recensione: Il Cortile dei Sapori, Besana Brianza

Devo ammettere che forse per colpa dell'ubicazione un po' nascosta rispetto alle grandi statali o al nome poco conosciuto del locale in oggetto, ho scoperto solo di recente l'esistenza di questo ristorante interessante ma sopratutto bello... Vi racconto com'è andata...

Prima di tutto sottolineo la gradevolezza a tratti disarmante della location, che già all'esterno fa intravedere la bellezza di questo palazzo storico del '700 e che, oltrepassando l'uscio rivela davvero il meglio di sè con mattoni a vista, muri in pietra antica, soffitti a volta e grandi spazi tra i tavoli vestiti di eleganti tovaglie bianche.
Non avendo studiato in anticipo i menù proposti ed il locale, come faccio di solito, sono rimasto molto sorpreso non trovando in lista le classiche proposte simil-lombarde come spesso succede nei locali della zona: la carta propone invece una bella varietà di piatti mediterranei dal palese stampo partenopeo, con alcuni interessanti ricette a base di curiosità gastronomiche internazionali come "l'agnello neozelandese in crosta di erbe locali".
La base principe della proposta culinaria rimane però saldamente incernierata a piatti come la "zuppetta di cannellini profumati al rosmarino e cozze", o come i "paccheri di Gragnano trafilati al bronzo con ragù di scorfano e gallinella di mare" o come la classica "grigliata di mare", tutte preparazioni proposte correttamente senza palesi errori o guizzi di estro troppo particolari, insomma una solida proposta classica senza voli pindarici o slanci di novità estrema.
La cantina risulta fornita di tutte le etichette più note e spazia tra bottiglie di un onesto rapporto qualità/prezzo, con proposte minime a partire da 13 euro, fino ad arrrivare ai grandi Brunelli per sognatori...

Per concludere posso senz'altro affermare che stiamo parlando di un locale gestito da un giovane chef che mette molto amore in tutto quello che fa, che ama il suo lavoro e lo svolge con pazienza e cura certosina.
La proposta culinaria non è di certo di quelle che seguono mode o tendenze, ma piuttosto ricorda che si possono fare ancora i grandi classici del mare in modo buono e come la tradizione impone, e se sommiamo il tutto ad una grande location, beh, in zona Besana per gli amanti del mare non credo proprio di poter consigliare meglio...
Forse l'unica nota stonata per l'utente medio che si trova seduto al tavolo del Cortile dei Sapori potranno apparire, ad una prima analisi affrettata, i prezzi delle portate troppo sostanziosi soprattutto per la zona in cui siamo, ma vi dico che se si vuole davvero mangiare piatti a base di materie prime di alta qualità quando si parla di pesce, una cena completa media composta da antipasto, primo e secondo a 50 euro è più che giustificato.
Buona cena romantica allora...

Voto finale 6½ su 10

Ristorante Il Cortile del Sapori
Via Viarana 17, Besana Brianza -MB-
Tel. 0362 99 59 84


 
 
Mise en place elegante


 L'entrée servita all'arrivo


La zuppetta di cannellini profumati al rosmarino e cozze


 La grigliata di mare

lunedì 5 novembre 2012

Recensione: ristorante Pomiroeu, Seregno

Quest'oggi vi propongo le sensazioni datemi dall'unico ristorante stellato della Brianza, locale dello spumeggiante Giancarlo Morelli, da me testato con grandissime aspettative e quindi giudicato in modo estremamente rigoroso.

Il locale è situato al centro di Seregno in una zona pedonale, inserito in un bel cortile, ma con spazi interni davvero sacrificati nonostante il design moderno e total white utilizzato.
Per quanto riguarda i cibi, posso dire che la cucina creativa di Morelli spazia dai casoncelli al tartufo nero alla lingua di vitello cotta a bassa temperatura con essenza di salsa verde, al gelato al rafano, accontentando così ogni palato, dal radical brianzolo al foodie in ispezione... Il tutto peccando raramente con poche sbavature localizzate.
Ho trovato ottima la cantina, con la scelta di vini di qualità, ampia scelta anche a livello internazionale e con i giusti ricarichi, quindi con la possibilità di fare tutti gli abbinamenti migliori.
Guardandosi intorno la prima cosa che si nota è che il locale è frequentato da molti habitué e da ospiti di alto rango, e una nota molto positiva è che lo staff è molto premuroso nei confronti dei clienti, che vengono coccolati e posti davvero al centro dell'attenzione.
In compenso i prezzi sono alti, molto alti. Ma vogliamo farne una colpa, vista la qualità proposta in un ristorante stellato?
Altri aspetti positivi da segnalare sono senza dubbio la presenza costante dello chef in sala, una cucina di alto livello, e al tavolo ottimi pani e focacce costantemente riforniti.
I prezzi però sono davvero esorbitanti per la sensazione complessiva che si percepisce, e il locale risulta un po' claustrofobico.

Per concludere posso dire che la passione dello chef si palesa in tutto quello che circonda il ristorante, a partire dalle tante iniziative proposte settimanalmente, fino ad arrivare alla bella idea della "scuola del cibo" (il loro modo intelligente e innovativo di proporre un sano aperitivo). Anche i loro piatti meritano, si dimostrano tutti studiati e mai banali o noiosi. Direi che è quindi un locale certamente superiore alla media dei ristoranti brianzoli, ma attualmente non rispecchia il mio concetto di buon risotto nonostante il gran nome che porta. Un consiglio: provate il suo gin tonic come aperitivo, un capolavoro, il migliore della vita.

Voto finale: 7 su 10

Ristorante Pomiroeu
Via Garibaldi 37, Seregno -MB-
Tel.  0362 23 79 73
Fax  0362 32 53 40
Sito: www.pomiroeu.com






 









giovedì 30 agosto 2012

Recensione: ristorante Inarca, Proserpio

Cari miei buongustai,
oggi vi svelerò l'esistenza di una locanda, perché è questo il nome che meglio definisce questo posto, fuori da qualsiasi schema, regola e tempo.
Curiosi vero???

Inizierò dicendovi che questo locale "in" si trova sulle montagne sopra Proserpio, in provincia di Como (e quando dico montagne non è un eufemismo..), in un luogo talmente sperduto che per arrivarci dovrete passare tra i boschi del parco del lago del Segrino e proseguendo poi per una mulattiera sterrata che vi farà pensare fino all'ultimo di aver sbagliato strada, il tutto però comodamente ad un'ora di macchina da Monza.

Perché quindi arrivare fin lì avventurandovi per mulattiere?

Semplice: perché l'Inarca, seppur ultimamente un po' snaturato, è una rarità nel suo genere.
Innanzitutto, ricordiamolo, quella che oggi è una locanda sorge sulla struttura di un convento del XIII secolo, e già questo fatto le regala un fascino che si perde nel tempo.

Quindi, se avrete fede nelle mie dritte e la tenacia di arrivare fin lassù, potrete trovare un luogo davvero speciale, dove al meraviglioso nucleo storico della baita, che presenta volte in mattone e muri storici restaurati alla perfezione, è stato aggiunto un gigantesco salone per ricevere feste e matrimoni, come testimonia il sito internet.

Senza lasciarvi intimorire dal grande salone, il mio consiglio è quello di sedervi ai loro tavoli esterni, dove si può ammirare un favoloso panorama, oppure nella parte antica della struttura, e vi posso assicurare che verrete catapultati magicamente indietro di 30 anni, in un luogo che vi propone vere e proprie rarità culinarie per i giorni nostri, come la testina di vitello, il raviolo di lumache o la spalla di vitello stufata.
Prelibatezze che la cucina moderna ha quasi completamente dimenticato, egregiamente accompagnate da una delle migliori carte di vini mai trovate in Lombardia, roba che farebbe impallidire le cantinucce degli stellati lombardi. I vini, oltre che proposti con giustissimi ricarichi, sono proposti con una carta organizzata in maniera molto intelligente che li classifica per zone di provenienza e tipologie di uva.

Il servizio è solerte ed attento anche se rallenta un po' in tarda serata a causa, credo, della funzione di bar/locale istituita in contemporanea alla struttura "autogrill" per i matrimoni.

Il conto rispecchia un'ottimo rapporto qualità/prezzo considerando quello che viene offerto, soprattutto la proposta che viene data in termini di qualità e ricercatezza di antiche ricette preparate con metodi che mirano a non alterare le proprietà dei cibi offerti.

Allora, vi ho convinto miei cari amanti di testine, rognoni, lumache e di grandi carte da far girar la testa?

Bene, non vi resta che stare molto attenti ai tornanti quando dovrete ridiscendere verso la triste civiltà comasca, fatta spesso di trattorie a menù fissi e di Brunelli decaduti.

A.L.

Trattoria Inarca
Via Inarca 16, 22030 Proserpio -CO-
Tel. 031 60 04 24
Fax 031 65 51 76
Sito: http://www.inarcaweb.com


martedì 28 agosto 2012

Segnalazione: ristorante La Zuccona, Triuggio

Pur essendo molto restio a scrivere le prossime righe, il dovere e la professionalità che mi piace credere di avere mi obbliga a farlo.

La Zuccona non c'è più... O meglio, La Zuccona c'è ancora, è aperta, ma solo fisicamente parlando.

Si, perché purtroppo è svanita tutta la magia degli anni d'oro, la magia di quegli anni dove chi mi ha introdotto al piacere del cibo faceva cinquanta chilometri per sedersi a questi tavoli, la magia degli anni dove in questo posto si respirava la storia di piatti di tradizione gustati dagli imprenditori che hanno fatto grande la Brianza, con la certezza di trovare sempre e comunque i mitici piatti brianzoli.

Cosa è cambiato?
Ci sono ancora ottimi risotti ed una location che è rimasta esattamente come in quegli anni (a voi giudicare se questo sia un bene o un male) ma il resto?
Pluf, tutto scomparso! Niente di più, solo un nuovo gestore, che seppur con grande tenacia,  arranca cercando di portare il suo pesante fardello, ed una moglie in sala che cerca di fare il suo dovere al minimo del dovuto.

Una carta dei vini inesistente (nel vero senso della parola) ed una cucina normale o banale che dir si voglia, chiudono il quadretto nostalgico.

Tutto scorre.

A.L.

Ristorante La Zuccona
Via Immacolata 29,  20050 Triuggio -MB-
Tel. 0362 91 97 20


Il mitico risotto (ancora lodevole!)

La location

mercoledì 14 dicembre 2011

Recensione: ristorante D-light

Chi mi segue da anni lo sa bene, nel mio lavoro sono intransigente, alle volte lo ammetto, pesantemente intransigente. Uscendo da questo ristorante infatti, i miei fidi collaboratori non credevano alle loro orecchie quando ho detto loro che in questo locale neanche a volerlo trovi un difetto... Ma cominciamo dall'inizio.

Scoprire il ristorante D-light è stato per me come prendere un meteorite in testa: lo scenario ricettivo brianzolo, si sa, è pieno di vecchi ristoranti che si trascinano con ricette "veterane" trite e ritrite, di locali che vogliono fare i fenomeni senza averne gli strumenti, o di cucine con chef che si fregiano di essere stati nella cucina di Tizio o Caio senza però evidentemente aver imparato nulla...

Lo chef Fabio Borriello non rientra in nessuna di queste categorie, non si fa vedere sui giornali, parla con umiltà e fa i fatti, e che fatti!
Borriello ha portato finalmente l'alta cucina in Brianza senza botti e rumori, con la maestria tecnica e la padronanza delle cotture e degli elementi prima di tutto.

Il ristorante si presenta con un gradevolissimo stile dal design contemporaneo, con esposizioni d'arte moderna che variano a rotazione sulle pareti e composizioni floreali spesso d'avanguardia.

In sala, le piccole sbavature del servizio vengono egregiamente corrette con stile dallo chef, che fa spesso anche da anfitrione e consigliere ai clienti più affezionati del locale, la cantina è discreta con correttissimi ricarichi e con un occhio particolare all'enologia biodinamica.

Nel menù si spazia tra mare e terra presentando fantastiche e curiose preparazioni molto tecniche: da assaggiare la sua tempura, introvabile.

Qui ogni piatto e curato e studiato per stupire e per farti apprezzare qualcosa che va ben oltre il banale "mi piace/non mi piace", siamo di fronte a piatti che sono quasi scuola per i sensi, con la bellezza delle presentazioni che sembrerebbero di scuola Leeman e il risotto nettamente di scuola Marchesi.

Per concludere la mia dritta vi dico che i prezzi sono più che giustificati per questo livello di cucina: a Milano Borriello si potrebbe far pagare molto ma molto di più per le sensazioni e per la qualità che certamente vi saprà donare con le sue creazioni.
Per molti, ma non per tutti.
Provatelo in una sera speciale.

A.L.

Ristorante D-Light
Via 25 Aprile 2, Vimercate -MB-
Tel. 039 66 94 05
Sito:  http://www.dlight.info/index.htm





Recensione: enosteria Lipen, Triuggio

Ho sempre pensato che in Brianza, non essendo per sua natura terra dedita alla preparazione partenopea più classica, difficilmente avrei mangiato una pizza nella sua versione storica originale, e cioè composta da quel magico impasto di acqua, farina e lievito grande come un piatto da portata, di giusto spessore e con il bordo alto, fragrante e croccante (e non duro e fragile come spesso ci viene proposto).

Detto questo, mi ero ormai quasi convinto che in Brianza avremmo dovuto accontentarci di quelle simil-pizze ultrasottili o alte e gommose, piene di ingredienti di quart'ordine o di accostamenti che pur di proporre qualcosa di diverso farebbero rabbrividire anche il più civile dei buongustai.
Tutto questo fino a quando ho conosciuto, quasi per caso, il proprietario pizzaiolo "pizza-talebano" Corrado.

In questo locale si è veramente intransigenti sul simbolo della cucina italiana all'estero, qui davvero si può trovare la vera pizza napoletana come si faceva 1000 anni fa e come si prepara ancora oggi nelle pizzerie più tradizionaliste campane.

Corrado è davvero riuscito dove tanti altri han fallito e questa cosa, dopo mesi di piattume culinario, mi ha felicemente stupito.

Mi ha stupito in primis per la sua passione intransigente nel creare pizze con ingredienti d.o.c., intesi non semplicemente come buoni prodotti, un buon prosciutto o un buon pomodoro, ma usando materie prime con presidi slow food, che usati per la pizza sono una vera rarità!!!
La sua ricerca per la perfezione non si ferma a questo, la cottura della pizza è perfetta, il suo forno a legna davvero regala emozioni, e la lista non è infinita con mille possibilità: qui si cerca di indirizzare veramente il cliente in una scelta dedita all'assaggio della vera pizza tradizionale proponendo introvabili -sfido chiunque in questo- versioni antiche ormai dimenticate (da provare la versione antica della quattro stagioni).

Il locale è ampio, pulito e "rustical-chic", il servizio è gestito sapientemente da giovani promesse dell'istituto alberghiero, a tratti impressionanti per la loro preparazione tecnica su ciò che troveremo nel piatto e nei nostri bicchieri.

Il Lipen infatti è anche uno dei ristoranti meglio forniti di birre che si possono trovare in Brianza: la costante ricerca che c'è dietro a questa peculiarità è infatti ampiamente premiata dal numero di buongustai che ogni sera riempiono il locale per meditare davanti alle miglior birre europee, comprese Stout e Lambic, introvabili.

Una discreta cucina fa da contorno alle pizze, con guizzi di qualità e fantasia nei dolci, nei rum e whiskey sempre selezionati dal navigato padrone del locale.

Che dire ancora? Se non avete una nonna napoletana in casa che vi fa la pizza come si deve e come dovrebbe essere ovunque, e magari siete lontani dalle classiche due pizzerie storiche milanesi, andate al Lipen, mangiate, imparate tanto e diffondete il verbo.

A.L.

Enosteria Lipen
Via Conte Paolo Taverna 114,  20050 Triuggio -MB-
Tel. 0362 91 97 10
Sito:  www.lipen.it



lunedì 7 novembre 2011

Recensione: ristorante Materia Prima,Cassago Brianza





Solitamente sono molto restio nel dare fiducia a quei locali che sbandierano la propria apertura in pompa magna con cartelloni ed articoli simil-comunicati stampa.

Così il Materia Prima, già da quando i miei infiltrati mi vociferavano l'apertura, mi era sembrato proprio uno di questi locali appositamente pompati: per questo ho preferito far passare il clamore steroidizzato dei mass-media per cercare di cogliere la vera essenza del locale e le potenzialità della cucina a regime nel lungo periodo.
Sabato, finalmente, ho potuto testarlo per voi.

La struttura è stata ricavata da un'ala attigua alla Spa di Colzani, ubicazione che dà l'impressione di essere un'idea post-costruzione del complesso ma in cui comunque, grazie alla bravura dei camerieri, ci si dimentica di cenare in quello che, praticamente, sembra un lungo corridoio adibito a sala da pranzo.

La scelta di un menù essenziale è davvero inusuale, ma che premia  assolutamente ogni portata che ho potuto provare: non si trattava quindi solo di pubblicità, le preparazioni sono davvero improntate ad evidenziare la bontà delle materie prime modificandole il meno possibile.

L'orientamento di una cucina "pulita ed essenziale" è una bella sfida per ogni cuoco: prendendo questa strada bisogna davvero dimostrare di aver grande padronanza e sapienza tecnica nella costruzione dei piatti, e in questo lo chef Colzani ci riesce e stupisce.

Il risultato è una serie di composizioni dall'ispirazione moderna, ottime mise en place e rarissime imperfezioni nei piatti, grande uso di pesce crudo e materie prime ricercate ed abbinate in modo saggio e ragionato.

La cantina dei vini appare, a mio modo di vedere, economicamente squilibrata: a volte in eccesso ma spesso per difetto, e questo forse è dettato dalla politica aziendale di lanciare alcune etichette a favore di altre, segnalo inoltre nei vini da dessert alcune curiosissime chicche.

Insomma, per far capire ai miei lettori gastonomicamente piu' glob-trotter lo stile di cucina, a mente fredda, direi che ricorda molto l'avanguardismo spagnolo dell'Alkimia barcellonese di Jordi Vilà, quindi una cucina adulta e colta.

Degno di nota il risotto (sfida lanciatemi dal cameriere e vinta egregiamente) davvero tra i migliori provati quest'anno.

Simpatia e competenza tra i tavoli fanno del ristorante Materia Prima un luogo dove provare una cucina diversa, più adulta e forse più da capire, rispetto alle banalità al quale non dovremmo mai abituarci, ma che purtroppo dilagano.

Quindi, se volete provare davvero una cucina diversa senza voli pindarici o azzardi futuristici, sempre leggera ed equilibrata, scusandomi con lo chef per essere partito con errati preconcetti, vi consiglio di andare a Cassago, la vostra cultura gastronomica ringrazierà e probabilmente stupirete anche i vostri commensali.






Materia Prima
Via Sauro 47, 23893 Cassago Brianza -Lc-
Tel. 039 95 54 00
Sito:  www.ristorantemateriaprima.it

Recensione: ristorante Al Grissino, Milano



Esistono pochi locali nel capoluogo che hanno mantenuto il fascino della Milano ricca e favillante degli anni pre-tangentopoli senza scadere nell'opulenza ed arrivare a sembrare un locale trasandato che propone la solita orata al cartoccio in alternativa al branzino al sale.

Lo storico Grissino ci riesce ancora.

Sarà l'arredamento, l'età dei camerieri, le foto ricordo con i simil-vip, ma ci si sente davvero ancora nel pieno di quegli anni.

Sì perchè il locale ha mantenuto sapientemente nel tempo il suo stile chic anni '80, e adesso forse sarebbe ad hoc per un film di Boldi, ma fà comunque piacere esserci dentro...
Per accogliere tutti gli avventori la struttura del locale si è curiosamente allargata sempre più, creando una specie di labirinto costituito dalle varie salette che si snodano lungo un tortuoso percorso che passa dalla cucina, e questa trovo che sia una curiosità che obblighi a garantire bellezza, pulizia dei locali di lavoro ed una freschezza scintillante di tutto l'insieme cucina-materie prime... cosa non scontata purtroppo in tanti locali milanesi seppur dotati di cucina a vista.

La cucina è improntata sul pesce, ottime le preparazioni classiche e buone anche alcune reinterpretazioni dello chef, cantina fornitissima con giusti ricarichi.

Curiosamente come antipasti viene sempre proposto una sequenza lunghissima di piccole porzioni assortite di pesce crudo o preparato secondo le tradizioni di mare italiane, cosa alquanto inusuale ma che soddisfa ampiamente e fa provare molte preparazioni in più rispetto alla classica sequenza antipasto-primo-secondo.

Punto dolente: il servizio. Sì perchè purtroppo per noi avventori, il locale è spesso pieno, ed i camerieri sono obbligati a volare da un tavolo all'altro volteggiando con estrema velocità, freddezza, ed a volte anche troppa scontatezza, come se tutti fossero clienti da anni conoscenti dell'offerta di cantina e menù. Questo fenomeno risulta sempre parecchio fastidioso e che fa capire ancora una volta come ci sia una grande differenza tra la rapidità e professionalità dei camerieri e l'improvvisazione di persone impegnate in lavori che non sentono loro.

Per concludere; se volete passare una serata in un locale con una grandissima cucina di mare, mangiare del buon pesce in mezzo a tanta gente (alle volte seduta troppo vicina) e siete disponibili a chiudere un occhio su un servizio un pò troppo "pizzaiolo" pur spendendo 90 Euro a testa tra notorietà imprenditoriali milanesi, inforcate i vostri Ray-Ban, indossate il vostro montone ed Al Grissino vi sentirete i re della serata.






Al Grissino
Via Giovanni Battista Tiepolo 54, Milano
Tel. 02 73 03 92
Sito:  www.ristorantealgrissino.com

mercoledì 8 giugno 2011

Recensione: Ristorante La Piazzetta, Montevecchia

Questo localino brianzolo ha la fortuna di essere su uno dei più belli colli brianzoli, Montevecchia; di conseguenza la vista dei tavoli vicini alle finestre risulta spettacolare ed impagabile, sopratutto nelle terse serate estive.

La piazzetta è un locale d'esperienza, dove al comando c'è il coriaceo ed autentico Walter, che dirige personalmente ed ininterrotamente questo locale dal 1998, cosa degna di nota visto il continuo passaggio di mano in mano e apri e chiudi dei locali della zona.

Ma non è solo grazie al contesto esterno del locale che questo romantico ristorantino persiste nel tempo, anche i piatti sono ricchi di sostanza.

D'impronta altoatesina, la cucina della piazzetta è di notevole livello, con ottime materie prime nei piatti, ricerca continua ed un buon occhio alla presentazione.

Il menù si snocciola tra la tradizione culinaria del patron e le classiche ricette lombarde, difficilmente un piatto viene preparato in modo sbagliato, e spesso incuriosiscono per gli accostamenti inediti e la perfezione delle cotture.

Cantina notevole con giusti rincari, piccola pasticceria curiosa e buoni distillati per chiudere il campo puramente alimentare.

Purtroppo la sua ottima cucina deve pagare pegno per un ambiente interno stanco e logoro, bagni inguardabili e scale a chiocciola scocciate fanno rabbrividire chiunque si alzi da tavola distraendosi dal bellissimo panorama.

In ultimo, il patron ci mette del suo, presentandosi in modo stanco ed in linea con la cura del locale lasciando nel sito un menù del giugno 2010 e presentando un disordine negli arredi inaccetabile per il luogo che vorrebbe essere: in questo modo l'ottima cucina, le buone materie prime e la costruzione correttissima della stragrande maggioranza dei piatti viene purtroppo appannata.

Rinnovatevi gente, rinnovatevi, le spese devono essere viste come investimenti... Non basta una buona cucina per fare di un ristorante un locale piacevole!


La piazzetta
Largo Maria Gaetana Agnesi, Montevecchia
Tel.  039 993 01 06
Sito: www.ristolapiazzetta.it

giovedì 5 maggio 2011

Recensione: Osteria del tram, Pozzo D'Adda

Quest'oggi rispondo alla gentile richiesta di Elisa, che mi chiede tramite mail un posto nella provincia di Milano "un pò speciale, qualcosa di diverso per mio marito che è un buongustaio..." scrivendovi una breve recensione di questo localino speciale a cui tengo particolarmente per elettività gastronomiche.

L'osteria del tram è un'oasi per i buongustai-gastronauti che si vogliono spingere quasi ai confini della provincia bergamasca per provare qualcosa di nuovo che non vi aspettereste mai di trovare tra i campi coltivati ed i maneggi che caratterizzano questa zona.

Il locale presenta un design contemporaneo, lineare, con oggetti di arredo moderno, laccati senza ostentazione, ed è sapientemente diviso al suo interno in due aree ben distinte: la prima racchiude i classici tavoli per pranzi o cene, la seconda è una zona relax fatta di tavolini bassi e comode sedute per finali di serata o per bere una buona bottiglia senza l'impegno di una cena.

Al comando del locale ci sono due giovani ed appassionatissimi fratelli che fanno una ricerca di materie prime costante ed ininterrotta da anni.

Il menù è sapientemente diviso tra le preparazioni base che rimangono invariate durante l'anno, dove le carni vengono acquistate e curate niente di meno che dal celebre Motta d'Inzago, e gli speciali della regione prescelta del momento.

Nella parte del menù dedicata alla regione del momento non troviamo semplicemente i piatti classici come i maccheroni cacio e pepe per il Lazio o le trenette al pesto per la Liguria, ma scopriamo con piacere una vastissima scelta di salumi,formaggi e ricette più o meno dimenticate della regione, un paradiso per i gastronauti che non vogliono spostarsi dalla provincia milanese, oserei dire...

Le porzioni sono sempre abbondanti, le materie prime comprate, nella maggior parte dei casi, da artigiani o piccoli produttori, e la carta dei vini è sicuramente una delle migliori della zona per ampiezza e ricerca.

Il servizio è sempre gentile e garbato, e se avrete voglia di chiaccherare di cucina e vini Angelo sarà solo contento di discuterne con voi, d'estate è anche disponibile un piccolo esterno open space e periodicamente si organizzano cene a tema per gli habitué.

Cara Elisa, il marito ringrazierà e ci tornerà sicuramente.
Buona gita


Osteria del Tram
Via Milano 93, 20060 Bettola di Pozzo d'Adda, -MI-

Tel. 02 90 96 90 69

mercoledì 4 maggio 2011

Recensione: Ristorante da Pasqualino, Montevecchia

Oggi vi scrivo la recensione di un grande classico della ristorazione brianzola: il ristorante da Pasqualino!

Quante volte vi sarà capitato, se avete amici buongustai, di sentirvi dire nella stagione invernale: "andiamo a mangiarci un risotto da Pasqualino a Montevecchia?"
Io dopo anni, ci sono tornato.

E' tutto restato esattamente come ricordavo, sembra quasi che il tempo si sia fermato.
Locale classicisimo che profuma di antiche osterie di montagna, sviluppato in un ambiente in pietra, chiaro ed accogliente, con salette piccole ed intime.

Il menù è questo da anni e non si sgarra mai sfociando in strane piroette gastronomiche o enfatizzate stranezze non locali, in questo posto si viene per mangiare bene e brianzolo.
In primis: il risotto, fatto come tradizione vuole, buonissimo e mantecato perfettamente, quello giallo è il mio piatto preferito tra quelli proposti dal locale.

Stupisce poi l'attaccamento a piatti di difficile comprensione dai più, per esempio rognone e lumache, fatte in modi diversi, tutti perfetti, forse solo la bourguignonne un po' troppo carica d'aglio per i palati medi... Ma queste sono finezze a cui il viandante medio non bada...

Filetto tenerissimo, brasato, classici formaggini di Montevecchia ed una carta dei vini minimal (che confà molto a locali di questa impronta) coronano il tutto.

Un servizio di carattere completa l'ambientazione particolare, a tratti romantica, che ti fa sentire in una casa di caccia del '900, chef-anfitrione sempre in sala dimostrano l'attaccamento della famiglia Galbusera al locale, particolare che permette dopo numerosi anni di non dare il minimo segno di cedimento alle credenziali sul quale si è costruito questo locale-bomboniera brianzolo.

Ultimo ma non meno importante, i prezzi, onestissimi che ti permettono di uscire dal locale satolli e sorridenti... Pronti a passeggiare fino alla macchina che spero per voi abbiate parcheggiato dopo il locale sulla panoramica per usufruire della camminata al vostro ritorno.

Bravissimi, non cambiate mai, la qualità costa ma alla lunga paga, SEMPRE.


Da Pasqualino
Via Belvedere 41, Montevecchia
Tel.  039 99 30 560
Sito:  www.trattoriadapasqualino.it

martedì 12 aprile 2011

Recensione: Ristorante Semigiò, Vimercate

A distanza di un anno dalla mia prima visita in questo particolarissimo ristorante-pizzeria vimercatese, decido di rivisitarlo dopo il mio grande stupore nel vederlo decantato in una nota guida gastronomica posizionandolo tra i migliori del comune brianzolo.

Vuoi per l'ex appartenenza al mondo media-televisivo, vuoi per la spiccata sensibilità artistica dei titolari, in questo posto la scenografia fa davvero la parte del leone. Il locale è bellissimo, sinuoso e luccicante, ogni particolare è studiato per stupire ed i pezzi di design per chi ha occhio non sfuggono.

Il servizio è squisito per la caratteristica intrinseca che accomuna tutto lo staff, e gentilezza e premura sono all'ordine del giorno, ma questo è un ristorante, non una galleria d'arte, quindi dopo esser stati folgorati dalla location sediamoci e ordiniamo...

Il menù si divide equamente tra le pizze classiche basse proposte in più tipi d'impasto ed una proposta culinaria di grande idee ma di discretissimi risultati, carta dei vini nella media, ottimo pane e dolci fantasiosi che coronano il tutto.

Adesso parliamo di uno dei pochi punti deboli del locale: la cucina!

Grandissima e ingegnosissima l'idea di proporre la sera piatti unici con 2 mezze portate liberamente associate dallo chef toscano, preparazioni che sulla carta sembrerebbero quasi fatti con la stessa cura con il quale è stato creato ed è gestito il locale, ma non è così.

La presentazione di tutti i piatti è quasi all'altezza del House Tea di Pechino, ma l'estetica del piatto deve essere un preludio e non l'obiettivo finale, così lo sformatino di Bagoss risulta un pesante e normalissimo tomino, i paccheri con quaglia risultano in bagno d'olio e le pappardelle scotte.

Peccato, perchè le idee in questo locale sono davvero all'avanguardia e l'ambiente propositivo arriva nei piatti dotandoli di una cura estetica ed una presentazione particolarmente curata ed a tratti innovativa: se la cucina fosse solo minimamente all'altezza rispetto a tutto il resto, diventerebbe davvero un locale innovativo ed emozionale.

Ma l'emozionalità di una portata, l'esperienza sensoriale, il valore aggiunto di un piatto non va ricercato solo nella bellezza o nella rivoluzionarietà della costruzione, al contrario parte dalle materie prime per esprimersi con la forma.

Ed è così che non giustifico un conto che sfiora i 100 Euro con 2 antipasti 2 piatti unici e 2 calici di vino!
Se solo il conto totale fosse più popolare e la pizza fosse fatta con materie prime migliori, di certo lo consiglierei, anche solo per provare a cenare in un locale studiato dall'architetto Nespoli.

Semigiò
Largo Europa 6, Vimercate -MB-
Tel.  039 62 60 003
Sito:  www.semigio.it

mercoledì 6 aprile 2011

Recensione: Ristorante il Granero, Bernareggio

Dopo un periodo d'assenza dovuto ai soliti motivi lavorativi, a grande richiesta sono andato a visitarvi l'ultimo locale del famoso o famigerato gruppo Mandelli, nato sulle ceneri dello storico locale "Il Francolino".

Questa volta la scelta gestionale è ricaduta sul figlio Riccardo e su Luca Guzzetti, giovane talento delle public relation brianzole che ovunque vada fa la differenza.

Il locale sostanzialmente è basato sul tanto entusiasmo del giovanissimo staff e sulle sperimentazioni che caratterizzano le gestioni giovanili dei locali lombardi.

Il posto risulta totalmente rinnovato, molto bianco, in un ambiente a cavallo tra il rustico e l'asettico che fa da contorno ad un'idea che sta palesemente funzionando dove tanti altri hanno fallito:la diffusione e la proposta di tapas.

Si, perchè sfortunatamente per noi ma fortunatamente per tanti proprietari di pub, in lombardia come in molte altre zone italiane l'orribile usanza dell'happy hour ha fatto scuola, disseminando i banconi di riciclati del pranzo, tristi bocconcini e mogia e unta salumeria di quart'ordine massacrando i nostri stomaci e stroncando il nostro appetito.

Mai niente di più lontanto dal valorizzare ciò che si mangia.

Grazie però all'amore ed all'alta cultura gastronomica di popoli come quelli iberici, a contrario di molti di noi che usano il cibo solo come mero nutrimento (per chi non lo sapesse, in paesi come la spagna il cibo è visto più come un frutto del territorio ed un'occasione per stare insieme), si continua ad incontrarsi ed a passare le serate davanti a piccole e numerose portate in più locali nella stessa sera: da qui il diffuso uso delle tapas e l'idea di Mandelli & Guzzetti di importare il loro mondo anche nel cuore della Brianza!

Ma il Granero non è solo una sperimentazione culturale Spagnola-lombarda, è anche ottima carne.

Carne che proviene da varie parti del mondo ma sempre di ottima qualità, cotta sempre nel modo giusto e presentata a dovere con giusti prezzi.

Bontà che però fa nascere spontaneamente la domanda: "perchè non eliminare immediatamente quella banalissima ed egizianissima pizza che propongono?"
Il giovane direttore mi risponde giustificando il diffuso uso dell'abbinamento pizza post tapas, cosa che mi dicono succeda nell'80% dei loro clienti. De gustibus...

Un servizio che paga la giovanissima età media necessitando urgentemente di un regista di carattere ed una lista dei vini minimalista fanno da contorno al tutto.

Insomma, nonostante la precocità della mia recensione, il locale non ha più di 3 mesi, la qualità e la perfezione di cottura delle carni mi hanno davvero impressionato, caratteristiche effettivamente sconosciute a tutti i locali della zona, da Paderno a Barzanò... E l'idea di proporre tapas per una serata leggera basata sul motto "Vamos a tapear!", con un buon rosso e quattro chiacchere,  ha il mio totale appoggio,anche se penso che la realtà debba essere cercata il più possibile dietro ad entusiasmo ed idee.

Quindi coraggio!
Miglioriamo, e diamo un senso unico al tutto, cercando di rendere il servizio all'altezza della cucina!
Comunque ottima partenza ragazzi, e tanti auguri a tutti i giovani imprenditori del settore che comunque vada vanno premiati per la passione e per il coraggio.


Il Granero
Via Roma 86, Bernareggio -MB-
Tel. 039 69 00 581
Sito:  www.ilgranero.it