Visualizzazione post con etichetta etnico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta etnico. Mostra tutti i post

venerdì 2 novembre 2012

Recensione: ristorante Lon Fon, Milano

Quest'oggi vi propongo la recensione di uno tra i pochi ristoranti cinesi che riescono a ridarmi ogni volta le identiche sensazioni provate seduto ai tavoli delle locande nella campagna pechinese, nulla da spartire ovviamente con le loro puzzolenti e scadenti imitazioni a bassi prezzi create nelle nostre periferie.

La prima idea che ci si fa entrando è quella di un locale essenziale e assolutamente inodore (lo sottolineo perchè già immagino le vostre remore in materia) nel più classico stile di trattoria popolare cinese.
Il menù molto esteso che non ha mai deluso nonostante il mio test su 20 portate, incredibile la freschezza e la ricerca della qualità delle materie impiegate. Le presentazioni dei piatti sono semplici e rappresentano in pieno lo stile popolare cinese.
Tra tutti i ristoranti qui in Italia penso di aver mangiato qui la miglior anatra alla pechinese, presentata nel classico modo triplo che vale davvero ogni euro speso e che tanto mi ricorda quella originaria che ho gustato nelle loro terre (che nostalgia!!).
Per quanto riguarda le bevande, la scelta non è ampia ma possiamo dire essenziale, con etichette italiane anche di grande pregio e prezzi onesti, che ben valgono quello che si mangia.
Il locale sembra molto frequentato ed è gestito in sala da squisite ragazze veloci, preparate e simpatiche, che allieteranno la vostra serata con consigli e anedotti
I prezzi sono giustissimi per la qualità proposta, forse un po' più elevati rispetto ad un "normale" cinese a cui siamo abituati, ma ne vale certamente la pena.
Altre note positive sono date dalla schiettezza che traspare dal menù e dai consigli dello staff di quella che si presenta come la più autentica cucina popolare cinese. Nessun aspetto negativo da segnalare.
Che dire per concludere? Potrà piacere o meno, ma rappresenta in pieno l'autentico locale cinese delle loro terre, il che mi sembra lontano anni luce dai ristorantoni strapatinati da una parte e dai locali puzzolenti a rischio chiusura per norme igienico sanitarie non rispettate dall'altra...
Quindi consigliatissimo per chi ha ancora remore per la fantastica cucina del Sol Levante.

Voto finale: 7½ su 10


Ristorante Lon Fon
Via Lazzaretto 10, 20124 Milano
Tel. 02 29 40 51 53


Il locale


La mise en place, essenziale, pulita e curata



  









lunedì 27 agosto 2012

Recensione: ristorante Mucho Màs, Carate Brianza

Cari amici,
da tempo sentivo parlare di questo locale, ma a causa di una mia convinzione personale sul fatto che potesse essere un prolungamento della discoteca 'Molto', lo avevo ovviamente scartato dalle mie costanti ricerche di locali da suggerire o da provare, nella convinzione che a nessun mio lettore o conoscente potesse interessare uno di quei soliti addobbi simil-gastronomici di locali notturni senza anima e senza senso.

Ed invece sbagliavo.

Sì, ho sbagliato veramente a ritardare la mia visita perché il Mucho Màs mi ha davvero sorpreso, e non lo dico perché -come qualcuno ha già insinuato al mio primo giudizio in questione- io conosca il proprietario o qualcun'altro, lo dico perché mi piace davvero!

Mi piace perché prima di tutto ha davvero un livello di qualità di materie prime notevole, il locale è decisamente ben studiato, quasi affascinante, e progettato con la giusta illuminazione e con toilettes decisamente funzionali (cosa sempre gradita)!
Ho trovato anche il servizio perfettamente calibrato tra il professionale e l'informale (nota di merito anche a velocità ed organizzazione con locale full).

Inoltre, osservando il ristorante con tutta calma durante la cena, sapete a cosa ho pensato?
Al fatto che finalmente ero in un locale che voleva fare semplicemente il suo dovere, ciò per cui evidentemente è stato pensato e realizzato, senza forzature nel voler offrire di tutto, perdendo così la caratterizzazione scelta a favore del mero e semplice guadagno.

Si è voluto fare un argentino??? Ok, e che sia argentino allora!
Così al Mucho Màs non troverete pizze per riempire tavoli, colonne sonore che mai si sentirebbero in quelle terre, alternative culinarie brasiliane per gonfiare l'offerta o, ancor peggio, piatti filo-europei nel menù o addobbi cyber-tech che ne rovinerebbero l'atmosfera.

Qui sembra davvero l'Argentina, e ci si sente in Argentina!
La scelta dei vini? Ovviamente dominata dai Malbec e dai grandi Cabernet con grande scelta autoctona e con la possibilità di farsi una bella cultura enologica leggendo la grande carta dettagliata.
Le carni? Cotture corrette, ottimi profumi di asado e carni presentate su normalissimi piatti come si usa nei locali autentici di Buenos Aires, e non su quelle pietre fumose dei locali alla moda milanesi dove esci puzzando come nella più perfida friggitoria!

I valori aggiunti che mi hanno più colpito? La colonna sonora spagnola per tutta sera a giusto ritmo e volume, e una sangria fatta con, finalmente, un ottimo Malbec.

E per darvi un'idea più concreta, vi dico che anche nella scelta delle carni si ha un solido orientamento veramente argentino, ottime la parillada ma anche entrana e lomo mendocino, che la carta dei vini offre oltre alle banali famose etichette italiane, tante curiosità sudamericane, e poi c'è un menù "para los ninos" al giusto prezzo e qualcosina di "cucinato", preparato come si deve.

Insomma, per essere diretto come al mio solito e come piace a voi: un locale nuovo, bello ed elegante (purtroppo inserito però in una location esterna orribile, ai lati della superstrada), un'ottima cucina davvero gustosa sia per le carni che per i piatti secondari, un servizio professionale ed una grande carta dei vini che farà divertire i curiosi in materia.

Cosa differenzia dall'essere realmente in Argentina?

Come al solito (solo in Italia) questo benedetto (o maledetto) prezzo delle carni importate di alta qualità, ovviamente. Qui si cena benissimo, a tratti anche molto romanticamente, ma a non meno di 60 Euro vini esclusi.

Insomma, da provare per serate da veri conquistadores... olè!!!

A.L.

Ristorante Mucho Màs
Via della Valle 71,  Carate Brianza -MB-
Tel. 0362 90 59 59
Sito: http://www.mucho-mas.it/index.php


La sangria
  
L'ingresso
La carne

 





martedì 19 giugno 2012

Recensione: ristorante asiatico Shambala, Milano

Oggi non andrò molto per le lunghe, lo Shambala di Milano rappresenta una delle esperienze italiane più vicine alle atmosfere dei magici ristoranti sperduti nelle prime foreste del Vietnam.

Lo Shambala non è un ristorante etnico che scimmiotta i paesi a cui è ispirato,lo Shambala è un'esperienza.

Gran parte del fascino e dell'atmosfera è sicuramente frutto della location fiabesca che i proprietari sono riusciti a ricreare con maestria e passione, ma l'esperienza non si limita a questo: l'affabilità dei camerieri, la scelta delle colonne sonore e la ricercatezza degli eventi che costellano il calendario coronano il tutto.

Il menù raccoglie tutti i classici della cucina del sud-est asiatico con voli pindarici a base di materie prime per lo più sconosciute agli europei, abbinamenti curiosi e mai azzardati, tempistiche ottime nel servizio ed un uso non invasivo di spezie e salse piccanti.

Insomma, se volete passare una serata nel più completo relax, seduti ad un tavolo circondato da luci soffuse, bambù e giardini zen, assaggiando una gran cucina asiatica correttamente modificata per i palati milanesi, beh...
Da qui non uscirete delusi, sapendo anche che, oltre ad un fantastico e curioso menù, avrete a disposizione un'onestissima carta di vini italiani notevole ed una lista di distillati superiore alla media.

Il conto? Giustamente all'altezza dell'esperienza e della cura che c'è dietro a tutto quello che vedrete, sentirete ed assaggerete...

Buona esperienza

A.L.

Piatto consigliato: Futomaki di pollo e salmone
Piatto sconsigliato: Tartare


Shambala
Via Giuseppe Ripamonti 337, 20141 Milano
Tel. 02 55 20 194
Sito: http://www.shambalamilano.it/

venerdì 3 febbraio 2012

Recensione: ristorante indiano Namastè, Milano

Il Namastè è un piccolo ristorante-bomboniera in zona fiera a Milano, un luogo dove la semplicità e la cordialità vi faranno respirare la vera, accogliente atmosfera di ogni famiglia indiana.
Questo piccolo rifugio indiano non ha nulla a che vedere con i "localoni faraonici" che costellano la città, qui la parola d’ordine è semplicità ed essenza in puro India-style.

Semplicità che giustamente si traduce in una cena completa a non più di 25 Euro a persona, con la possibilità di gustare i piatti più autoctoni che potreste trovare a Mumbai.
Esiste solo un limitatissimo menù che oltre al classico tandoori di pollo offre poche altre scelte, ma nel caso decidiate di fare il classico percorso della cena tradizionale indiana, sappiate che vi ritrovereste ad assaggiare una grandissima scelta di pani tradizionali come il naan, il roti o il chapati, accompagnati da favolosi chutney fatti in casa freschissimi.
A seguire arriveranno le classiche portate accompagnate da un ottimo dahl ed altri contorni accompagnati da favoloso vino indiano (incredibile ma vero) o da birre locali.

L’ambiente è semplice e genuino, con decorazioni originali indiane e tanto profumo d’oriente: i colori ocra dominano tra le immagini sacre induiste, si mangia accompagnati da musica strumentale suadente e da una piccola televisione dall'effetto kitsch che trasmette senza audio solo tv indiane.

Ristorante Namastè
Via Ricciarelli 12, Milano
Tel.  02 48 71 23 58
Sito:  www.ristorantenamastemilano.com

Recensione: ristorante eritreo Adulis, Milano

L’Adulis non è un semplice ristorante dove si mangia eritreo, l’Adulis E’ Eritrea.
Sì perché qui non ci si limita, come in molti locali di bassa lega, a scimmiottare la cucina del paese d’origine del proprietario, qui si è davvero proiettati in un ristoro tipico della periferia di Asmara.

Il locale dona subito uno splendido impatto, curato nei minimi particolari e avvolto da colori pastello che con l’ocra del tendaggio ti fanno sentire in una tenda berbera nel cuore del Eritrea.
La cucina, anche per chi ha avuto modo di mangiare in un ristorante in Africa, è più che autentica, qui non si fanno voli "pindo-gastronomici" adattati ai palati europei, qui il piatto nazionale eritreo la fa da padrone, zighinì sopra ogni cosa! E sto parlando di zighinì sul serio, non quello commerciale che trovate in molti altri ristoranti abissini milanesi.
Il titolare poi, vi accoglierà in maniera molto premurosa, consigliandovi con obiettività la miglior scelta in base alla vostra tolleranza in fatto di piccante, e spiegandovi con molta calma tutto ciò che c’è da sapere su spris, gored gored e su ogni altro piatto che v’incuriosirà.
Personalmente consiglio un antipastino a base di sambussa, un piattino sfizioso che inizierà gradualmente a farvi immergere nei profumi eritrei senza mettere alla prova il vostro palato.
Un ulteriore caratteristica che mi ha colpito di questo menù è la disponibilità, per chi non dovesse gradire la carne, di altri piatti minori a base di legumi e verdure come il tumtumo ed il nai tsom.
Il reparto bevande è un po' risicato e presenta qualche vino locale, birre e qualche rosso italiano commerciale, mentre riguardo ai dolci... Posso solo dire che sono geniali! A voi la sorpresa.

Ah, quasi dimenticavo...
Per i più raffinati, mi sembrava giusto avvertire: all'Adulis il piacere non si limita all'autenticità del cibo, qui si seguono le tradizioni alla lettera, e come tradizione vuole si mangia con le mani, intingendo dal piatto comune della tavola.
Il mio consiglio? In barba ad ogni stucchevole galateo, liberatevi ogni tanto dagli schemi, forza!
Avete il tatto?!? Usatelo anche per mangiare! In tutto il mondo insegnano che è il primo dei nostri 5 sensi che utilizziamo per apprezzare il cibo, unendo e condividendo questo piacere a meno di 35 Euro a testa.


Ristorante Adulis
Via Melzo 24, Milano
Tel.  02 29 51 58 16

mercoledì 6 aprile 2011

Recensione: Ristorante il Granero, Bernareggio

Dopo un periodo d'assenza dovuto ai soliti motivi lavorativi, a grande richiesta sono andato a visitarvi l'ultimo locale del famoso o famigerato gruppo Mandelli, nato sulle ceneri dello storico locale "Il Francolino".

Questa volta la scelta gestionale è ricaduta sul figlio Riccardo e su Luca Guzzetti, giovane talento delle public relation brianzole che ovunque vada fa la differenza.

Il locale sostanzialmente è basato sul tanto entusiasmo del giovanissimo staff e sulle sperimentazioni che caratterizzano le gestioni giovanili dei locali lombardi.

Il posto risulta totalmente rinnovato, molto bianco, in un ambiente a cavallo tra il rustico e l'asettico che fa da contorno ad un'idea che sta palesemente funzionando dove tanti altri hanno fallito:la diffusione e la proposta di tapas.

Si, perchè sfortunatamente per noi ma fortunatamente per tanti proprietari di pub, in lombardia come in molte altre zone italiane l'orribile usanza dell'happy hour ha fatto scuola, disseminando i banconi di riciclati del pranzo, tristi bocconcini e mogia e unta salumeria di quart'ordine massacrando i nostri stomaci e stroncando il nostro appetito.

Mai niente di più lontanto dal valorizzare ciò che si mangia.

Grazie però all'amore ed all'alta cultura gastronomica di popoli come quelli iberici, a contrario di molti di noi che usano il cibo solo come mero nutrimento (per chi non lo sapesse, in paesi come la spagna il cibo è visto più come un frutto del territorio ed un'occasione per stare insieme), si continua ad incontrarsi ed a passare le serate davanti a piccole e numerose portate in più locali nella stessa sera: da qui il diffuso uso delle tapas e l'idea di Mandelli & Guzzetti di importare il loro mondo anche nel cuore della Brianza!

Ma il Granero non è solo una sperimentazione culturale Spagnola-lombarda, è anche ottima carne.

Carne che proviene da varie parti del mondo ma sempre di ottima qualità, cotta sempre nel modo giusto e presentata a dovere con giusti prezzi.

Bontà che però fa nascere spontaneamente la domanda: "perchè non eliminare immediatamente quella banalissima ed egizianissima pizza che propongono?"
Il giovane direttore mi risponde giustificando il diffuso uso dell'abbinamento pizza post tapas, cosa che mi dicono succeda nell'80% dei loro clienti. De gustibus...

Un servizio che paga la giovanissima età media necessitando urgentemente di un regista di carattere ed una lista dei vini minimalista fanno da contorno al tutto.

Insomma, nonostante la precocità della mia recensione, il locale non ha più di 3 mesi, la qualità e la perfezione di cottura delle carni mi hanno davvero impressionato, caratteristiche effettivamente sconosciute a tutti i locali della zona, da Paderno a Barzanò... E l'idea di proporre tapas per una serata leggera basata sul motto "Vamos a tapear!", con un buon rosso e quattro chiacchere,  ha il mio totale appoggio,anche se penso che la realtà debba essere cercata il più possibile dietro ad entusiasmo ed idee.

Quindi coraggio!
Miglioriamo, e diamo un senso unico al tutto, cercando di rendere il servizio all'altezza della cucina!
Comunque ottima partenza ragazzi, e tanti auguri a tutti i giovani imprenditori del settore che comunque vada vanno premiati per la passione e per il coraggio.


Il Granero
Via Roma 86, Bernareggio -MB-
Tel. 039 69 00 581
Sito:  www.ilgranero.it

lunedì 21 marzo 2011

Recensione: Ristorante messicano Mivida, Cinisello

Difficilmente mi permetto di commentare in modo particolarmente duro un locale, perchè dietro a qualsiasi risultato c'è sempre il lavoro di qualcuno e l'investimento di un imprenditore, quindi, comunque sia il risultato, credo che vada rispettato.

Ma, e sottolineo ma, vanno anche rispettati i soldi e la salute di chi decide di andarci a mangiare, in quel locale.

Il ristorante si presenta come i più classici locali messicani meneghini, colori pastello scintillanti ovunque, musica caraibica e giovani cameriere che corrono da una parte all'altra senza badare troppo alle tue esigenze.

Il menù vorrebbe dare l'impressione di poter dare l'infinita scelta che concedono i grandi locali come la catena Mexicali, peccato però che dietro a menù così vasti, o ci si può permettere cucina e cucinieri all'altezza, oppure è meglio che si lasci stare.

I dubbi della cucina al risparmio emergono subito dalle 5 (di numero!) chips che vengono servite al tavolo con la classica salsa semi-piccante che sfigura anche con l'ultima preparazione pronta all'uso del peggiore supermercato.

Come un fulmine, dopo pochi secondi dall'arrivo del menù piomba un cameriere che ci impone la tassativa comunicazione di relativi antipasti,  bevande e secondi, il tutto con estremo rigore e fermezza (...).

Basiti attendiamo i nostri piatti, che si presentano dopo molto, ma molto tempo, con un aspetto che spiazzerebbe anche il più fanatico di cibi sudamericani.

Evitando d'infierire troppo racconto solo il triste piatto "Salsiccia messicana con formaggio fuso", piatto consigliatomi dal marziale cameriere, che apparirà come una fumante pentola di formaggio oleoso con 4, e ripeto 4 micro pezzetti di salsiccia secca che trascorsi pochi minuti formeranno una pefetta mattonella con il formaggio, tanto da poter ribaltare il tutto per poter ottenere il perfetto stampo del contenitore...

Tortillas unte e un fritto puzzolente e stomachevole contornano altri piatti caratteristici.

Degna di nota anche la mancanza di professionalità quando, in maniera garbata e costruttiva, faccio presente il tutto e come risposta mi viene addebitato puntualmente ogni piatto, anche quelli minimamente toccati e abbandonati sul tavolo per la tutela della mia salute...
Meglio fermarsi qui... Concludendo nella speranza che la mia disavventura messicana possa essere stata solo un episodio sfortunato, o forse c'è davvero qualcosa da rivedere in quella cucina.
Per la cronaca, se siete in zona, proseguite di pochi chilometri verso Milano fino in via Cornalia ed andate al Piedra del sol, che seppur meno sfavillante e colorato, di certo vi farà dormire la notte senza strani risvegli...

Mivida
Via Abramo Lincoln 65, Cinisello Balsamo -MI-
Tel. 02 66 00 827
Sito:  http://www.ristorantemivida.it/pc_index.asp

mercoledì 16 febbraio 2011

Recensione: Ristorante Da Oscar, Milano

Anche Milano ha il suo "barrio" d'atmosfera piena d'energia, divertimento, buon cibo multietnico, dove è possibile passare una piacevolissima serata girovagando di locale in locale bevendo, mangiando e divertendosi come si fosse in una scoppiettante città spagnola.

Il piccolo "Barrio" in questione è quella zona compresa tra Viale Vittorio Veneto e Viale Tunisia, niente a che fare con i quartieri della movida con scintillanti veline e Porsche in terza fila: dimenticate pure i vari Giannino e Hollywood.

Questo quartiere si è sviluppato inizialmente come enclave dei primi ristoratori del corno d'Africa di cui l'Asmara ne è stato il capo scuola (ristorantino etnico che consiglio vivamente), negli anni poi, grazie forse ai bassi costi d'affitto, ha dato la possibilità a giovani lungimiranti di aprire molti localini di carattere e ristoranti popolari di ogni genere.

Tra tutte queste insegne pro-globalizzazione c'è una mosca bianca dal carattere a dir poco unico che rimane intatta da 30 anni, e si trova all'inizio di Via Lazzaro Palazzi, la trattoria Da Oscar.

Le innumerevoli stranezze e particolarità che gli hanno permesso di supererare qualsiasi crisi o moda iniziano dall'ambiente, piccolo e pieno zeppo di souvenir di Benito Mussolini e della Brigata Folgore, ma non pensate al locale serioso, razzista o estremista, in questo posto si ride, è sempre pieno di turisti, universitari e qualche nostalgico, ed è un luogo dove si prende tutto con simapatia e molta allegria.

Saranno le uscite improvvise di Oscar dalla cucina con canzoni, barzellette e battute a chiunque gli capiti a tiro -donne e uomini, italiani e stranieri- oppure i tavoli vicinissimi che ti permettono una naturale conoscenza dello sconosciuto vicino, ma qui ci si diverte davvero!

Il tutto però, a differenza del 99% dei locali "goliardici" milanesi, viene accompagnato da un'ottima cucina con porzioni pantagrueliche!

E' vero, i prezzi non sono popolari, ma la quantità e la qualità giustificano ampiamente: filetti e cotolette buonissime, primi piatti cotti alla perfezione con insoliti accompagnamenti e contorni serviti in porzioni praticamente doppie a quanto siete abituati.

Il menù è intatto da anni, forse perchè si è scelta la strategia "squadra che vince non si cambia", ma davvero, alla mia terza visita non ho ancora trovato un piatto sbagliato.

La scelta dei vini è minima e per leggere i menù appesi al muro bisogna contorcersi se non si ha la fortuna di sederne vicino, il pane è a malapena accettabile ed i bagni sono di terz'ordine, ma è la politica di Oscar senza fronzoli che comanda. Siamo praticamente in una trattoria, e grazie al cibo e all'atmosfera gli si può perdonare questo ed altro.

Chiudo consigliandovelo se cercate un locale "caciarone" e divertente, con buon cibo da trattoria senza troppe pretese culinarie.

Di certo se siete maggiormente vicini ad una certa parte politica, apprezzerete maggiormente il tutto, il mio augurio è che possa rimanere ancora per molti anni così com'è, con i suoi pregi e difetti ma fedele a se stesso.

Da ammirare.

Da Oscar
Via Lazaro Palazzi 4, 20124 Milano
Tel. 02 29 51 88 06
Sito:  http://ristorantedaoscar.com/

giovedì 10 febbraio 2011

Recensione: Ristorante Giardino, Lecco

Carissimi, oggi devo assolutamente segnalarvi questo ristorantino a Lecco che mi ha colto davvero di sorpresa.

Il Giardino è un locale esteticamente e perfettamente anonimo: io per primo, se non fosse stato per una segnalazione di una delle mie fedeli spie gastronautiche, non ci sarei mai entrato.


All'interno il locale sembra a tutti gli effetti una normalissima trattoria di provincia, situazione che mi ha imbarazzato fino all'arrivo dell'appetizer, che destabilizza per la sua bontà e la sua stranezza.

Stranezza perchè spiccatamente brasiliano, e difatti ben presto faccio la conoscenza della moglie del titolare che mi conferma la sua origine sudamericana, con cui assaggio la miglior Tapioca che io abbia mai provato servita con un particolare intingolo, buonissimo ed equilibratissimo.

Il mio palato ancora destabilizzato, viene ulteriormente messo in imbarazzo dalla bontà degli antipasti misti che seguono.

Mondeghili perfetti! Buoni, croccanti e morbidi, neanche fossimo in un'antica trattoria milanese, affettato palesemente casereccio, pancette e coppe da premio (infatti a fine serata mi sarà confermata l'origine a km zero del bestiame lecchese) insalata russa e qualcos'altro di discreto chiudono il tutto.

Il primo sarà davvero un piatto da ricordare, anzi, lo considero già uno dei miei piatti del cuore: gnocchi di zucca!

Nossignori, non dolci e nemmeno stomachevoli! Perfetti, cremosi al punto giusto, gustosi e serviti in quantità perfetta! Veramente strabilianti per il luogo in cui siamo e per il contesto... Lo chef in questo bugigattolo è veramente sprecato.

A seguire, assaggio un gustosissimo stinco con buoni contorni, prosegui con dei dolci che si difendono bene e, sul finale, mi chiedo da dove arrivino gli ottimi frutti di bosco serviti dopo il dessert.

Carinerie ed attenzioni fanno da contorno, il tutto per 35 euro a testa.

Arrivato a questo punto credo che non debba dire nient'altro per farvi fare una gita a Lecco nel week end.

Semplicemente spiazzante.

Giardino
Corso Emanuele Filiberto 13, Lecc
Tel.  0341 42 20 28

mercoledì 19 gennaio 2011

Sushi e Sashimi Vol.2

Continuando dal post precedente...

In modo molto semplice e rapido, cerchiamo adesso di dire con ordine ciò che nessuno quasi mai scrive o dice riguardo la cucina giapponese e il modaiolo e stra-proposto sushi e sashimi...

Per prima cosa, sushi e sashimi non sono i piatti principali della cucina giapponese!!!
Essa infatti è richissima di preparazioni come polpette, tofu preparato in svariati modi, zuppe eccezionali e preparazioni salutarissime a base di radici&co...

Il sushi ha origini antichissime, vi evito la storia secolo per secolo che comodamente potete trovare in rete in molti siti jap-oriented, qui mi limiterò a dire solo che l'idea nasce dopo il V secolo A.C.
Sì, avete letto bene, 5000 anni prima della nascita di Cristo! E noi che pensiamo di essere sempre i più bravi ed i primi in tutto, vero?
(Vorrei ricordare le varie dispute d'attribuzione alimentare che perdiamo puntualmente tipo per gli spaghetti o per il Tocai).

L'idea iniziale nacque per il trasporto del pesce, dove questo veniva conservato in scatole contenenti riso inzuppato in salamoia che avvolgeva il pesce dopo avergli tirato via le interiora (metodo nare zushi).

Nel corso dei secoli questo metodo si raffinò sempre più, rendendo mangiabile anche il riso che avvolgeva il pesce (con il metodo nama nare zushi).

Così si diffuse l'uso dell'abbinamento tra pesce crudo e riso, soprattutto per l'esigenza di portarsi il cibo fuori casa senza farlo deteriorare.

Se adesso passiamo le serate a chiedere coni e roll, la leggenda dice che lo dobbiamo ad un certo Yohei Hanaya, che aprì il suo banco da strada a Edo, l'attuale Tokyo, riutilizzando l'idea dell'hako zushi, e cioè il metodo diffuso in quel periodo che consisteva nel conservare il pesce in scatolette quadrate di legno dove poter pressare il contenuto.

Così, inizialmente, si diffuse come cibo da strada fatto un po' secondo la fantasia del "carrettaio", ma con il passare degli anni l'attenzione per il il cibo, con la ricerca di armonia e bellezza in tutte le sue forme portò la creazione di dettami ben precisi per la riuscita di un sushi buono da mangiare e bello da guardare. Questo, unito alla crescita esponenziale del costo del pesce e alla sua riduzione come volume di pescato, portò ad elitare questa mitica preparazione, facendola diventare fulcro dell'alta cucina nella sua forma massima d'ikebana (intesa qui come perfezione spirituale e delle forme).

Dopo questo inquadramento storico, per quanto riguarda il linguaggio che vorrebbe usare il sushi con noi vi rimando al prossimo post.

A.L.

martedì 18 gennaio 2011

Sushi e Sashimi Vol.1

Basta,
non ne posso davvero più di vedere sdoganata, alla mercé del più sfrontato ristoratore, una delle cucine più alte, illuminate, antiche e sane come quella giapponese.
Basta con il continuare a diffondere l'associazione cucina giapponese-sushi&sashimi, basta con il considerarla ed usarla come moda, è ora che qualcuno inizi a divulgare qualcosa in merito!
Me la prendo con voi, ristoratori ed imprenditori in cerca di "qualcosa di diverso" che per fare cassetto addirittura siete arrivati alla formula "all-you-can-eat" usando materie prime scandalose (e va già bene che siano a norma di legge...)
MA SIAMO IMPAZZITI???

Niente di più lontano da quello che vorrebbe insegnare l'illuminante cucina del sol levante!
E me la prendo anche con voi, che non aprite una ca..o di pagina in internet o che non sfogliate un minimo di libro per capirci qualcosa di più del "come si chiama il rotolino con il riso dentro"
Sarebbe come se io (da ignorante che sono in materie artistiche) andassi a vedere una mostra di Kandinsky senza audio-guida e senza un minimo d'informazione...
Bene, sappiate una cosa: uscire da un ristorante giapponese dicendo "mmm... buono, il pesce era fresco..." è come uscire da una mostra di Kandinsky e dire "mah li avrei fatti anch'io quei pastrugni"...
Per adesso ci tengo a dire solo una cosa: cercate di guardare con occhi diversi ciò che è diverso... Al prossimo post proviamo a spiegare bene il tutto.

A.L.